Pop corn – week 25

An-Education

An Education di Lone Scherfig. Probabilmente i più accaniti fra di voi avranno già sentito parlare a lungo di questo film, adorato dalla critica americana e spesso posto nelle classiche di fine anno come uno tra i migliori (se non addirittura il migliore) film dell’anno. An Education piace fondamentalmente perché è un film classico – prendete tutto ciò che vi viene in mente associato a questo termine, lo troverete – e di classe: ce n’è nella storia, nella regia delicata e aderente alla perfezione sulla narrazione, nell’interpretazione dei personaggi da parte degli attori (Carey Mulligan è stata nominata come Miglior Attrice Protagonista ai prossimi Oscar per questo film e speriamo davvero che lo vinca).

Jenny ha sedici anni, è molto intelligente, ha mille interessi di carattere intellettuale ed è una studente modello, tutta concentrata nel suo obiettivo di andare a studiare a Oxford. Tutto sembra andare per il meglio fino a quando, un giorno di pioggia appena uscita da scuola, accetta un passaggio da un affascinante trentenne, David, che con i suoi modi galanti le farà perdere la testa, iniziando a trascinarla da un’asta a una cena, da una gita fuori porta a sfarzosi cocktail con amici dalla vita ricca, ma sinistra. Jenny si scopre innamorata (più della vita che David le può offrire che da lui in verità) e questo le farà dubitare se quella perseguita fino a quel momento sia stata davvero la strada che l’avrebbe portata alla felicità.
Il famoso scrittore e sceneggiatore Nick Hornby, adatta un piccolo scritto del giornalista Lynn Barber, rendendolo una storia complessa e ricca di spunti riflessivi da cui ogni spettatore (soprattutto spettatrice) viene completamente catturato perché rivede inevitabilmente qualcosa di sé, che gli è accaduto a livello emotivo.
La Scherfig costruisce un ottimo film sull’iniziazione sentimentale e sull’entrata in società di una futura grande donna, ribaltandone continuamente la posizione sociale: da ragazza all’avanguardia, dotata di una buona dose di femminismo e di un intelletto che le garantisce un futuro diverso da quello ad esempio della madre (che comunque sembra felice della sua condizione, forse perché accettata passivamente e ormai assorbita, e che viene pressoché sempre mostrata in cucina), a giovane donna che è pronta a lasciare tutto per seguire l’amore, quasi dimentica di propri ideali e sogni. Ah l’amore! Un film ancora una volta su effetti e conseguenze del sentimento più celebrato del mondo, ma questa volta siamo di fronte a una storia che ne parla in modo romantico, ma mostrandone le conseguenze negative. “L’Educazione” che Jenny riceve arriva da più parti e la farà crescere molto più rapidamente di forse quello che lei avrebbe voluto, facendole però capire che è sbagliato far dipendere la propria vita dagli altri, soprattutto se ancora molto giovani. David la educa ad amare e ad accettare se stessa, mentre lei fa di tutto per stare comoda nei panni della donna sofisticata. La scuola le mostrerà che avere un’istruzione le servirà ad affrontare la vita molto di più che un paio di orecchini o una macchina nuova: sono gli anni ‘60 e siamo a Londra, nonostante Jenny frequenti una scuola femminile (e le immagini sui titoli di testa farebbero supporre il contrario, nel loro tripudio di giovani donne che imparano a cucinare, ricamare e tutto ciò che servirà loro per essere delle ottime donne di casa), sono le stesse insegnanti che per prime insegnano alle ragazze che essere dipendenti da un uomo non farà la loro felicità, che è fatua e momentanea, ma poi genera frustrazione. La famiglia (Alfred Molina nei panni del padre è superlativo) ha un ruolo secondario, ma costante e rilevante nel percorso: è quella che la accompagna nella sua evoluzione, tenendola per mano, appoggiandola e cercando a volte di non farla inciampare… insomma, i genitori sono genitori, nella loro veste più istituzionale, ma rappresentata magnificamente.
Un film che racchiude amore, emozione, arte, bellezza, poesia, romanticismo, intelligenza, profondità. Assolutamente da vedere (se ce la fate, cercatelo in lingua originale).

Questo il film che questa settimana vi consiglio spassionatamente di andare a vedere. Purtroppo nonostante la curiosità che mi ammorba non ho ancora avuto modo di guardare Paranormal Activity di Oren Peli, ma prometto che questa settimana provvederò alla mancanza e poi ne scriverò. Buon weekend!




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