Photographer of the Month: Michael M. Koehler

Lamani-Belize
A cura di Sean Michael Beolchini.

www.michaelmkoehler.com

Come ormai avrete capito, ogni mese ci piace girovagare alla ricerca di fotografi. Ci perdiamo tra librerie, nelle infinite comunità online e nei fotoblog con temi affascinanti. Dopo ore di belle figliole, paesaggi mozzafiato e tanti maghi di photoshop, ci imbattiamo spesso in piccole gemme
di fotografia amatoriale, che non dovreste lasciarvi sfuggire.

Come ti chiami?
Michael M. Koehler

Da dove vieni?
Philadelphia, Pennsylvania

Dove vivi?
New York City

Che lavoro fai?
Il fotografo

Ci campi con la fotografia?
Si

Quanti anni hai?
27

Quanti anni ti senti?
Tanti

Quando hai iniziato a fotografare e perchè?
Ho iniziato a scattare foto quando ero molto piccolo con una macchina fotografica che mi era stata data dai miei genitori. Avevo 12 anni quando incontrai un insegnante che mi ha  fatto sentire orgoglioso di quello che vedevo. Volevo catturare la bellezza del mio vicinato e mostrarlo alle persone. Quando iniziai a fotografare, l’esperienza mi ricompensava al punto che diventò un ciclo continuo ispirato dall’esterno – guardare fuori per vedere cosa c’era dentro.

La tua fotografia rappresenta diversi momenti della vita, sia positivi che negativi, in diversi luoghi.Come descriveresti il tuo metodo/ricerca?
Vivo la vita, girovagando e seguendo degli esempi. Fotografo la mia vita e porto la mia macchina fotografica con me sempre, rendendo omaggio ai momenti che incontro sulla mia strada. Quando lavoro sulle mie fotografie emerge un tema – ricerco ciò che sta dietro il tema e mi faccio molti viaggi per svilupparlo in un progetto. Durante questi viaggi prendo la maggior parte delle informazioni da quello che dicono le persone e dalla consistenza dell’ambiente. Lascio che siano la visione ed il lavoro a guidare verso la storia.

Ho notato un tocco di malinconia in diverse foto, perchè?
I momenti che muoiono. Sono sempre un pò triste quando i momenti sono passati; mi ritrovo a cercare qualcosa con cui intrattenermi, in modo da tenermi occupato. Faccio un sacco di foto per trovare l’amore nella tristezza, dando vita al momento, prima che passi per sempre. Fotografare è la mia terapia e il mio modo di rimanere connesso.

Qual è la tua “big picture”?
L’aggregazione di tutte le “little picture”. Crescendo e migliorando una foto alla volta.

Quali sono i tuoi soggetti preferiti?
La vita naturale, perchè è vera. Sono interessato alla natura umana e alle relazioni sia tra le persone fra loro sia con i paesaggi che le circondano. Quando siamo autentici, spontaneamente impegnati con un altro essere umano, siamo nel nostro stato più vulnerabile e la fiducia reciproca si evolve. L’esperienza è il vero dono. Per questo cambiamento che si verificherà  dobbiamo essere aperti, è un processo delicato che certe volte viene messo in discussione e negato. Quando la serranda si chiude si crea un’unità tra il mondo esterno e me – non siamo niente senza l’altro.

Cosa altera le tue percezioni?
Storie, passeggiate nella natura e sacrifico. Cerco di essere aperto e di non giudicare quando fotografo; quando sono in questo stato e qualcosa di speciale accade, non mi giro. É un continuo cambiamento di percezione che per me è rappresentato dalla fotografia e dalla scoperta.

Qual è il tuo fotografo preferito?
Robert Frank

Che tipo di macchina fotografica usi?
M6 Leica

Che macchina vorresti usare?
Mi piacerebbe la M7

Cosa non ti piace della fotografia?
Finire il rullino

Non ci sono troppi fotografi ultimamente?
Si. Ma allo stesso tempo, penso che sia un’opportunità unica per ognuno, per imparare ad usare la propria macchina fotografica. Mi ha portato a vedere cosa è veramente importante ed unico nella mia visione e portarlo avanti.

Chi dovrebbe essere il nostro prossimo Photographer of the Month?
Filippo Chia, Tim Barber, Pete Capano.

Quale sarà il tuo prossimo scatto?
Non lo saprò fino a quando non lo vedrò. In questo momento sto passando un sacco di tempo con la mia famiglia e sto esplorando la giungla newyorkese per una prossima mostra a Maggio. Sarà sicuramente qualcosa che ho incontarto lungo il mio sentiero o su mio figlio, Charles.

www.michaelmkoehler.com




Lascia un commento:

home - top