Terry Richardson
Breve intervista a Terry Richardson di Daniel Beckerman.
Foto a Daniel Beckerman di Terry Richardson.
Kate Moss è mia sorella, Sisley adesso la faccio io, e che dire dei libri… beh il mio quando uscirà costerà 1000 euro. Essere fotografato da Terry Richardson forse ti crea manie di protagonismo che ne dici? Resta il fatto che questo personaggio ha scattato tutti e tutto, e ora anche me, mentre sono circondato dal suo generoso attributo immerso in orge da sultano del Brunei, con l’aggiunta di qualche travestito. Pig l’ha incontrato durante la presentazione della sua mostra Kibosh, (finita lo scorso 19 ottobre) tratta dal libro omonimo edito da Damiani Editore. La situazione adesso è un po’ diversa; lui è venuto, o forse è meglio dire che ci siamo trovati al Fitzcarraldo di Milano, e tra una sigaretta e l’altra gli ho fatto qualche domanda e qualche scatto e lui ne ha fatto qualcuno a me.





Intervista tratta dal numero 37 di pig magazine del mese di novembre.
Domani, 8 Ottobre, si svolgerà il torneo di calcio per il Trofeo
E’ stato amore a prima vista quello per le Cocorosie. Un anno e mezzo fa le abbiamo inseguite in giro per l’Italia pur di incontrarle, di conoscerle e di ringraziarle per quel turbinio di emozioni scaturito dall’ascolto del loro meraviglioso album d’esordio. Non fu solo la loro musica artigianale e retrò, una boccata d’ossigeno in un periodo di superproduzioni, svariati revival rock e crescenti contaminazioni elettroniche, a colpirci; fu anche la storia che le vedeva come protagoniste. La storia di due sorelle poco più che ventenni che dopo anni vissuti in lontananza si rincontrano a Parigi, diventano amiche e cominciano a fare musica insieme. Bianca e Sierra sono due ragazze molto naif; a prescindere dalla loro musica senza tempo, è quello che raccontano, il modo in cui si comportano, si vestono e si propongono a farle sembrare delle graziose “marziane” venute da chissà quale pianeta e da quale epoca…
Oink! Said the Pig to the Monkey on the Street! Pig ha incontrato il papà di Julius, la simpatica scimmietta con le orecchie a sventola che spopola su indumenti e accessori di mezzo mondo. Paul Frank ha creato uno dei brand street che in pochissimi anni è riuscito a conquistare non solo il mercato delle grandi città, arrivando ad avere propri negozi mono-marca, ma anche quello dei negozi di provincia, che sempre più numerosi espongono in vetrina le sue colorate creazioni. Merito di Julius e dei suoi amici, merito di una mente piena d’idee e di una personalità positiva e solare che grazie alla solita ” intuizione geniale” ha raggiunto un indiscutibile successo e ha capito come fare a godersi la vita.
Probabilmente ha cominciato a pensarci insieme ai suoi due soci, Wolfgang Ahlers e Kristyan Geyr, a 44 anni, quando aveva un negozio di abbigliamento, di quelli con marche “uniche ed esclusive”. In soli tre anni e mezzo, si è trovato per le mani quello che oggi è uno dei maggiori luoghi d’incontro per brand mondiali dello street wear.
Beh tanto per cominciare si chiama Daniel, come me, il che mi sembra proprio un buon inizio. Simpatico, umile e molto disponibile. Insieme al fratello è riuscito, attraverso uno dei materiali più brutti e grezzi, a creare una borsa che di brutto e grezzo ha ben poco… Ma com’è possibile? C’è chi spende e spande il proprio prodotto puntando sulla qualità del tessuto e chi invece fa l’opposto: Freitag. A giochi fatti, forse, sembra automatico ma pensate 11 anni fa, quando hanno inziato, levando il telo da un camion per farne una borsa. Oggi Freitag è diventato un oggetto di design a tutti gli effetti, esposto anche al MOMA… Quando si parla di idee geniali forse si intende proprio questo.
Direttamente da Como. Dove abita. Vicino alla Svizzera. Dove lavora. Il cognome insieme a Brambilla è il più comune d’Italia. Quando si parla di moda però le cose cambiano. Andrea è il nome. Rosso il cognome. Come Renzo. Da lui ha preso, oltre che una costola (vista la somiglianza), lo spirito creativo e la capacità di scegliere gli artisti con cui lavorare: dal writer, al pittore, dal grafico allo skater. Con Andrea condividiamo lo stile creativo e l’età. Rappresenta bene il linguaggio di PIG: senza regole e burocrazie, vantaggio che poche aziende hanno. Marca italiana ma non troppo. Traduce il vestire “Street” in spruzzi di colore e allegria, trattando le sue collezioni come tavole di tela bianche. Modesto e curioso, lavora con 34 persone per creare, inventare e produrre una linea d’abbigliamento fatta per giovani. Una linea “Street Couture”. L’anno di nascita di Renzo + Diesel in corto = DSL55 anzi no 55DSL. Segni particolari: Direttore Creativo. Anni 27. I suoi concorrenti: Bastard, Broke, Burton, o forse no, ma in fondo chissenefrega. Stussy, Bape, Zoo York, marchi che ammira, ma che non copia. Parla di papà e di Olivier Reboul come del Big Bang, dell’origine di tutto.
“Iggy Pop e i Sette Nani”. Camila Raznovich by Pig. Il Sole pubblica un annuncio. Camila Raznovich con una sola “elle” raccoglie la sfida con la “d” e si racconta in un vhs di cinque minuti. Interno di aereo in volo. Su una poltrona siede, guarda fuori dal finestrino. Sogna Camden Town, Londra. Ci atterrerà tra un paio d’ore. Dove subito decollerà, la sua carriera a MTV. Otto anni dopo lo schianto. Improvviso, inspiegabile, con Pig. Sopravvive all’impatto e Pig ne raccoglie con piacere resti e testimonianza per ricostruire la dinamica della bomba, la bomba Camila. Per conoscerne ideali, conquiste, il passato remoto, il presente perfetto, il futuro anteriore. Procediamo… Ha presentato gran parte delle trasmissioni di MTV Italia, ha conosciuto Italia Uno con Night Express e sta salpando con “Radio un Corno” a bordo di RIN – Radio Italia Network. Ogni mattina una tappa. Presto la piccola Camila comparirà sul grande schermo come attrice, suo sogno e sua formazione.
Il Megazine che fa oink chiede udienza al principe di Molvena, e questo risponde “andata, venite”. Ed in redazione è subito Allarme Rosso! Che storia, ‘sto successful living. Una storia di successo quella scritta e vissuta da Renzo il testardo, Renzo l’instancabile, RENZO IL TRATTORE come le macchine agricole che incontri dalle sue parti…. Una bella storia da raccontare, diventata mito, favola, argomento di laurea, incubo per (aziende) competitor e follower.











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