Richard Norris

Intervista di Depolique. Foto di Sean Michael Beolchini
Ho conosciuto Richard Norris grazie ad Erol Alkan e al loro progetto Beyond The Wizard’s Sleeve, duo messo in piedi in nome della comune passione per la psichedelia. Da lì in poi come un gambero, a ritroso, incuriosito dalla storia di Mr. Norris. Una storia che consiglio di approfondire oltre quanto leggerete di seguito. Musicista, produttore e DJ ma anche giornalista, autore e discografico, da sempre innamorato della capacità di suggestionare e del potere di alterare la normale percezione dei sensi di un certo tipo di musica, Richard Norris, classe ‘65, ha fatto dei suoni lisergici della seconda metà degli anni sessanta e dell’acid house di fine ottanta, i cardini principali del suo credo sonoro. Dopo aver studiato e coltivato il primo da lontano (come appassionato prima e label manager della mitica label Bam Caruso poi), Norris è stato protagonista della seconda summer of love, a cavallo tra l’88 e l’89, affermandosi con il progetto The Grid (in coppia con David Ball, ex Soft Cell), capace di piazzare nel decennio successivo ben dieci pezzi nella top ten britannica e di girare il mondo in lungo e in largo. “Things come round in circles: ‘67 – ‘88 ‘09” e dopo altri ventun anni, è il 2009 il nuovo annus mirabiis della psichedelia e The Time & Space Machine, la creatura deputata a mettere insieme i pezzi del puzzle.
Ci siamo incontrati più volte negli ultimi due anni e mettere insieme tutto quello che mi ha raccontato sarebbe stato un lavoro chilometrico, anche perché stiamo parlando di un uomo che ha conosciuto e lavorato a braccetto con miti come Joe Strummer (Clash) e Genesis P. Orridge ma anche con veri e propri guru della dance britannica (detto di Erol, doveroso citare Andrew Weatherall e Paul Oakenfold)… Così approfittando della suo ritorno in Italia per Audiovisiva 6.0 abbiamo deciso di ricominciare da capo.
































