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Yellow Swans – Going Places

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Dopo anni di tour incessanti e decine di cassette, Cd-r e vinili distribuiti ai loro concerti, nel 2008 Pete Swanson e Gabriel Mindel decidono di fermarsi per sempre. I fan del leggendario duo noise dell’Oregon sono a lutto, ma ricevono in eredità quest’ultimo album in studio. Un lavoro che non rinuncia agli elementi rumoristici viscerali, ai droni, ma che gode di maggior respiro ed è quindi più ambientale e introspettivo rispetto alle schizofrenie del passato. Sostenuti a sorpresa da lente pulsazioni ritmiche, gli strati di suoni si sovrappongono e si diramano in più dimensioni, finché è catarsi. (Type)

http://www.myspace.com/yellowswans


Scritto il 18 marzo 2010 da Gaetano Scippa - Nessun commento »

Ceephax Acid Crew – United Acid Emirates

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Passa alla cronache più come fratello di Tom Jenkinson che come artista da una propria personalità. In realtà Andy ha una predilezione per la musica a 8 bit da implementare con gli effetti acidi della sua 303, di cui però non abusa. Anzi, qui il valore aggiunto si trova nell’eterogeneità della proposta, variazione multicolore di electro, italo (Cedric’s sonnet), reminiscenze rave anni ‘90 (Life Funk), sfilettate uptempo tra Afx, Zomby e lo stesso Squarepusher (Castilian). Non mancano interludi sintetici d’atmosfera, ma il mood è solare e festaiolo. Enjoy! (Planet Mu)

http://www.myspace.com/ceephax


Scritto il 17 marzo 2010 da Gaetano Scippa - Nessun commento »

Rob Swift – The Architect

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Di lui si è accorto anche Mike Patton, che dopo averci collaborato benedice l’opera prima di Rob Swift sulla sua etichetta. Il dj del Queens, acrobata dei piatti, si è aperto alla musica europea fino a integrarla nelle produzioni con X-Men e X-Ecutioners. La curiosità nei confronti del jazz e della classica lo ha portato a riscrivere le pagine del turntablism. “Interactive symphonic music”, recita The Architect. E proprio come un architetto dei piatti, Swift incastra ad arte e con estrema originalità loop drammatici di Bach e Mozart, scratch e beat strumentali hip hop. Magia. (Ipecac)

http://www.myspace.com/djrobswift


Scritto il 12 marzo 2010 da Gaetano Scippa - Nessun commento »

Scuba – Triangulation

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Da quando si è trasferito a Berlino, Paul Rose ha allargato gli assi della musica propria e di altri artisti (Distance, Joy Orbison) dal dubstep alla techno, alla house e ad altri territori elettronici. Come da numerologia, la triangolazione tra generi risulta perfetta ed è particolarmente piacevole in Three Sided Shape, così pure l’originalità percussiva di Minerals, l’aggressività electro di On Deck e l’urgenza espressiva di So You Think You’re Special. Triangulation è un disco che esplora nuovi ambiti dei bassi e può essere goduto in cuffia o in pista, senza un minuto di noia. (Hotflush)

http://www.myspace.com/paulhotflush


Scritto il 11 marzo 2010 da Gaetano Scippa - Nessun commento »

Gonjasufi – A Sufi And A Killer

Gonjasufi
Sumach Ecks è un insegnante di yoga che vive di canto e misticismo nel deserto del Nevada. Scovato e prodotto a LA da Gaslamp Killer, Flying Lotus e Mainframe, Gonjasufi è appena arrivato in casa Warp e il suo primo album è già roba che scotta. Artefice irresponsabile di una musica vintage contemporanea che mischia rock psichedelico e hip hop occidentale con la poetica sufi, questo menestrello (in)canta in modo impressionante, al tempo stesso malinconico, sghembo e distorto, a colpire la sfera mentale ed emotiva più profonda dove persino un cinico perderebbe una lacrima o accennerebbe un sorriso amaro (She Gone, Holidays, Ageing). Le registrazioni, sporcate a dovere per il massimo rumore analogico, sembrano pescate da un banco di audiocassette in un mercatino asiatico. Sheep ci porta in viaggio nel candore hindu anni Sessanta, SuzieQ è la discesa agli inferi dei P.I.L., Kowboyz&Indians un western girato a Bollywood da M.I.A., Candylane un felice anfratto funky e I’ve Given il prossimo anthem pulp tarantiniano. Nello splendore delle sue volute imperfezioni, ASAAK è il primo album killer dell’anno. (Warp)

http://www.myspace.com/gonjasufi


Scritto il 2 marzo 2010 da Gaetano Scippa - Nessun commento »

Pangaea – Pangaea Ep

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Kevin McAuley conduce il dubstep in territori soul e funky house. 6 tracce che giocano sì con ritmi spezzati e bassi rotolanti, ma legate da voci calde e profonde, echi di rave nemmeno troppo lontani. (Hessle Audio)

http://www.myspace.com/journeytopangaea


Scritto il 25 febbraio 2010 da Gaetano Scippa - Nessun commento »

Mike Slott – Lucky 9teen

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Il futuro dell’hip hop passa anche da L9, perfetto equilibrio stilistico di sci-fi ambient, idm-boogie, wonky esotico, synth pop a 8 bit, breaks vecchia scuola, dubstep-jazz, o l’insieme di tutti questi (40 Winx). (LuckyMe)

http://www.myspace.com/mikeslottbeats


Scritto il 23 febbraio 2010 da Gaetano Scippa - Nessun commento »

Edan – Echo Party

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Edan pesca dal catalogo Traffic i beat hip hop, punk-funk e dance, integrandoli con strumenti analogici per mezz’ora monolitica di groove mantrico e festaiolo. (Five Day Weekend)

http://www.myspace.com/eeddaann


Scritto il 18 febbraio 2010 da Gaetano Scippa - Nessun commento »

Ben Sharpa – B. Sharpa

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Nato in un sobborgo di Soweto, “Kap” Semela ha vissuto l’Apartheid sulla propria pelle. Fuggito col padre a Chicago e tornato in patria nel 1993, si è fatto portavoce degli oppressi nell’underground sudafricano ed è diventato un MC abile e ispirato. Il suo album di debutto, crossover tra hip hop old skool e grime UK, racchiude testi al vetriolo sui soprusi politici (il manifesto Hegemony) fino all’industria musicale (l’ironica Calling Quits), sostenuti dai beats altrettanto pesanti di Milanese, Sibot e D-Planet. Siete pronti a prendere il suo treno notturno diretto in Pakistan? (Jarring Effects)

http://www.myspace.com/bensharpa


Scritto il 16 febbraio 2010 da Gaetano Scippa - Nessun commento »

DJ /rupture & Matt Shadetek – Solar Life Raft

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Pur offrendo momenti imprevedibili come nel precedente Uproot, SLR suona meno spigoloso e con una fluidità di fondo che lo rende davvero godibile dall’inizio alla fine. Da leggersi in chiave più dub che step, il mix parte subito bene con le oscillazioni di Timeblind e quando entriamo nel trip di Bebey, Despertar – remix bomba di Gang Gang Dance e Cauto – non ne usciamo più fino al finale targato Telepathe. Nel mezzo, come sempre, gusto e spessore tra momenti percussivi, altri più eterei (Blue Night/Mr. Money Man) e la musica concreta di Luc Ferrari. Sembra impossibile far di meglio. (The Agriculture)

http://www.myspace.com/mattshadetek


Scritto il 12 febbraio 2010 da Gaetano Scippa - Nessun commento »

Tricky – Tricky Meets South Rakkas Crew

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Forse neanche lui era soddisfatto sino in fondo del suo ultimo Knowle West Boy del 2008. E così Tricky ha deciso di portare quel disco in Florida per un restyling esplosivo ad opera del South Rakkas Crew, duo già abituato a simili prodezze urbane e ibridazioni world-dance, per lo più dub e dancehall. Il risultato in questo caso è davvero sorprendente e, un po’ come successo con Buraka Som Sistema e Major Lazer, la danza incontenibile. Già si vedono litri di sudore versati su Bacative, C’mon Baby e Baligaga, il sangue sui bassi gommosi di Slow e Faraway, le lacrime francesi su Joseph e Numb. (Domino)

http://www.myspace.com/trickola


Scritto il 11 febbraio 2010 da Gaetano Scippa - Nessun commento »

Danton Eeprom – Yes Is More

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Julian Brambilla è un esuberante londoner francese che ha remixato Simian Mobile Disco, Little Boots, Lykke Li, Royksopp. Accostato a Tiga per lo stile eclettico e sexy con cui muove i suoni, questo electro-dandy ama sia il crooning glam (Thanks For Nothing) sia la techno minimale (Confessions Of An English Opium Eater) con cui inumidisce la parte centrale di YIM, velato invece da atmosfere più fragili negli ultimi tre pezzi. Tra le curiosità, un’ambigua traccia scritta con Chloe e una rivisitazione pop dei Sister Sledge con l’aiuto vocale di Erika Foster delle Au Revoir Simone. Tanto basta, forse troppo. (InFiné)

http://www.myspace.com/dantoneeprom


Scritto il 8 febbraio 2010 da Gaetano Scippa - Nessun commento »

Ben Frost – By The Throat

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Dopo Theory of The Machines, il produttore australiano di base islandese torna a stupire con un lavoro di straordinaria intensità e bellezza emotiva. Definirlo artista elettronico sperimentale è riduttivo, poiché Ben Frost è capace di sviscerare suoni armonici e melodici puri (Leo Needs A New Pair Of Shoes con le corde di Amiina), droni perforanti (Killshot) e musica concreta, che arriva a introdurre elementi esterni come l’ululato di lupi affamati o il ringhiare di leoni (The Carpathians). Musica terrificante, magari ottenuta con la sola distorsione di un contrabbasso, di certo elevata e immaginifica.(Bedroom Community)

http://www.myspace.com/theghostofbenfrost


Scritto il 14 dicembre 2009 da Gaetano Scippa - Nessun commento »

Lone – Ecstasy & Friends

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Con questo lavoro meticoloso Matt Cutler prosegue la ricerca di groove e materia soul nei beats contemporanei. Uscendo con garbo dalla fanghiglia hip e trip hop, esplora nuovi poliritmi tra cui boogie e funky house. Se in precedenza il focus era sul campionamento, Lone è ora più interessato al flusso cui arriva con il calore di synth raggianti e spaziali (Endlessly), il groove di un Prince futurista (Waves Imagination) o i riverberi di una luce che si spegne al crepuscolo (The Twilight Switch). Punto di incontro tra FlyLo, Dam-Funk e Zomby, E & F è il luogo dove svernare nello scialo, senza inibizioni né sensi di colpa. (Werk)
http://www.myspace.com/lonemusic


Scritto il 13 dicembre 2009 da Gaetano Scippa - Nessun commento »

Four Tet – There Is Love In You

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Il quinto LP di Four Tet è frutto dell’esperienza accumulata con gli altri progetti in cui è coinvolto l’artista, tra cui il duo con Steve Reid e quello post-rock a tinte kraut dei Fridge. Di quest’ultimo si sente subito impronta nelle reiterazioni di Love Cry, pezzo progressivo che ipnotizza per quasi 10 minuti, aperto da Angel Echoes che invece sembra il naturale proseguo del recente split con Burial. Armonizzazioni elettroniche e vocali, innesti acustici percussivi e fruscii accompagnano crescendo sintetici e ritmici per tutto il disco, ed è amore al primo ascolto. Sì Kieran, noi amiamo la tua musica. (Domino)

http://www.myspace.com/fourtetkieranhebden


Scritto il 9 dicembre 2009 da Gaetano Scippa - Nessun commento »

Shackleton – Three EPs

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Premesso il consiglio di ascoltare questo triplo disco su vinile, riteniamo che sia il lavoro più esaustivo e strutturato di Sam, approdato in casa di Villalobos per assecondare il tiro metronomico del suo minimalismo techno e lasciare alle spalle le sperimentazioni marchiate Skull Disco. Percussivi e a tratti opprimenti, anche se più “suonati” che meccanici, i suoi loop a richiamo mantrico trovano ampio sfogo e potenza nelle sincopi di Moon Over Joseph’s Burial, nelle derive orientali di Mountain Of Ashes e Something Has Got To Give, e nel mood ansiogeno di There’s A Slow Train Coming. Capolavoro. (Perlon)

http://www.skulldisco.com/


Scritto il 7 dicembre 2009 da Gaetano Scippa - Nessun commento »

Robot Koch – Death Star Droid

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Producer di bassi e glitch per Jahcoozi e The Tape vs. RQM, Robot Koch non dorme mai. FlyLo gli ha chiesto un podcast, lui ha risposto con un mix di afro folk e jazz sghembo. DSD, che segue il mini Aftershocks, è il punto d’unione tra dubstep e wonky hop. Seguendo la tradizione dei mixtape, senza impastare suoni trendy, Robot colleziona un album esplosivo ma al contempo godibile e melodico, grazie all’uso di vocalist e strumenti acustici che toccano le corde emotive. Gli echi al velluto di Away From dopo lo schiaffo dubstep iniziale sono come una carezza nineties in chiave jazz al sapor di trip hop. Il cuore si stringe nell’emblematica Hard To Find: al filtraggio e trattamento hypersoul della voce si uniscono in stop-and-go note di chitarra, archi, fiati e tastiere analogiche. Una cover digidub di People Are Strange dei Doors precede While, ballata elettronica con il timbro struggente di Manya, mentre i bassi di Groom Sen rotolano fino alla chiusura, distensione elettroacustica per riappacificarsi col mondo. (Robots Don’t Sleep)
http://www.myspace.com/robotkoch


Scritto il 2 dicembre 2009 da Gaetano Scippa - Nessun commento »

UXO – Uxo1

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Gioiello di syntherama e sci-funk (MJ vs Neda), bassi dub, scorie industrial e Badalamenti (la marcia blues Without You). La prima parte è più elettronica, nella seconda Madlib (Love Is In The Airhorn) e Dabrye condividono il taglio cosmico. Una bomba sonora che si spera esploda al più presto. (Queenspectra)

http://www.myspace.com/uxobeats


Scritto il 24 novembre 2009 da Gaetano Scippa - Nessun commento »

2562 – Unbalance

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Seguito del riuscito Aerial, il dubstep di Unbalance si colora – già dalla cover – di melodie al sapor di synth analogico (Love In Outer Space) ed esalta i pattern ritmici con un ottimo uso del rullante. Se un occhio rimane strizzato alla techno, un altro si rivolge alla pista da ballo. (Tectonic)

http://www.myspace.com/2562dub


Scritto il 20 novembre 2009 da Gaetano Scippa - Nessun commento »

Dam-Funk – Toeachizown

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“L’ambasciatore” del boogie funk primi ’80s di L.A. è un mago retrofuturista dei synth, con cui crea accordi melodici perfetti e li completa con ritmi hip hop, talvolta accelerati (Fantasy), e voci al vocoder, perfino aliene (Brookside Park). A ognuno il suo, a noi questo disco. (Stones Throw)

http://www.myspace.com/damfunk


Scritto il 19 novembre 2009 da Gaetano Scippa - Nessun commento »

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