Leggi gli articoli di Gaetano Scippa:


Juan Maclean

18 Gennaio 2007  Interviste

juan03.jpgIntervista tratta dal numero 46 di pig magazine del mese di Ottobre.

Più ballo, meno sballo. In pieno boom grunge una strana creatura si aggirava minacciosamente tra i locali più fumosi di New York e Rhode Island: i Six Finger Satellite della Sub Pop records, guidati da John Maclean, erano un gruppo semisconosciuto che intratteneva il pubblico con bizzarre performance a base di delirante noise rock e nevrotico punk funk, una miscela troppo all’avanguardia per essere compresa. Qualche anno più tardi, nel 1998, John decise di cambiare vita, stanco delle frenesie urbane e degli eccessi di ogni droga…
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Cassius

18 Gennaio 2007  Interviste, Musica

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Intervista tratta dal numero 46 di pig magazine del mese di Ottobre.

Anche liberi va bene. Questa volta non si fermeranno al tormentone di turno, ieri 1999 e oggi Toop Toop. Gli ingegneri del suono Philippe Zdar e Hubert Blanc-Fracart, dopo aver messo le basi della french house con il personalissimo progetto dei Cassius e dieci anni prima Zdar con i seminali Motorbass, si sono ricongiunti per maturare un’opera che ha già lasciato il segno. 15 Again è il terzo album targato Cassius dove non manca nulla, dalle mutevoli contaminazioni che lo liberano dagli schematismi del precedente Au Reve agli ospiti illustri (Pharrell Williams di Neptunes e N.E.R.D., Sebastien Tellier) che ne condividono le raffinatezze stilistiche. Ma, soprattutto, un lavoro che si arricchisce delle esperienze artistiche fatte individualmente dai due e si apre come per incanto al meraviglioso mondo del pop. I pezzi che lo compongono sono incastonati ad arte come nelle compilation su cassetta che si facevano a scuola, dimostrando che a mente vuota e dando libero sfogo all’istinto le cose si fanno meglio. Abbiamo raccolto la voce dei Cassius (quella di Zdar in primis) in un torrido pomeriggio milanese e ne siamo usciti con la piacevole sensazione che la storia, per loro, sia ancora tutta da scrivere.

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Orb

18 Gennaio 2007  Interviste

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Intervista tratta dal numero 44 di pig magazine del mese di Luglio/Agosto.

Dub side of the Orb. Gli Orb hanno rivoluzionato la scena elettronica nei primi anni ‘90 inventando un nuovo genere musicale, l’ambient house, basato su una formula tanto semplice quanto efficace: recuperare l’acid di Chicago, rallentare e scaldare i ritmi con il dub, immergere l’insieme (grazie ad abili campionamenti, mixaggi e filtraggi di suono) in atmosfere tra il cosmico e l’ambient degli anni ‘60 e ’70 e, soprattutto, senza mai prendersi sul serio. Dopo quindici anni, delicati cambi di formazione e qualche passo falso (Cydonia) durante il proprio percorso, Alex Paterson e Thomas Fehlman sono tornati con Okie Dokie la coppia geniale e indissolubile che ha reso celebri gli Orb in tutto il mondo. Il primo, il cuore del gruppo, con un passato “hooligano” alle spalle prima ancora che roadie per i Killing Joke e assistente di Brian Eno, ha tirato fuori i geni scozzesi con il suo carattere sanguigno e una bottiglia di whisky; il secondo, la mente, è lo stesso timoniere dalla compostezza austro-ungarica che in silenzio ha manovrato e mantenuto a galla il barcone quando questo, dopo due album capolavoro, stava per affondare. Dopo un inizio non privo di timori reverenziali e animato da tensioni sull’argomento “giochi di ruolo”, il confronto con i due è maturato sull’evoluzione sonora del gruppo fino a concludersi in un’atmosfera amichevole e salottiera.

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Wolf Eyes

31 Ottobre 2006  Interviste, Musica

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Intervista tratta dal numero 43 di pig magazine del mese di giugno.

Benvenuti all’inferno. Fedeli prosecutori dell’etica nichilista del punk, i Wolf Eyes di Nate Young riuniscono in modo quasi scientifico l’alienazione post-industriale già vomitata da Genesis P-Orridge, le brutalità hardcore noise dell’East Coast rivisitate in chiave power-electronics e l’estremismo concettuale di frange metalliche all’avanguardia. Il tutto in una logica coerentemente DIY, che da metà anni Novanta ha portato il trio del Michigan a registrare e distribuire (attraverso le proprie etichette Bulb, Troubleman, American Tapes e Hanson) ogni loro concerto o vagito creativo… Leggi tutto l’articolo »

Nathan Fake

30 Ottobre 2006  Interviste, Musica

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Intervista tratta dal numero 42 di pig magazine del mese di maggio

Poco fake , molto talento. Nato e cresciuto nella contea di Norfolk in Inghilterra, Nathan Fake ha cominciato a comporre musica quando era ancora ragazzino. Oggi, a soli ventitre anni, è considerato un prodigio e il suo talento l’ancora di salvezza per una scena elettronica contemporanea ormai alla deriva. Dopo una lunga benché precoce gavetta iniziata nel novembre del 2003 con la pubblicazione del suo primo singolo Outhouse per la Border Community (l’etichetta del suo idolo James Holden), Nathan ha visto il suo nome girare sempre di più nei circuiti che contano. Da allora la sua ascesa è stata scandita, oltre che da coinvolgenti live-set in giro per l’Europa, da una serie di singoli di successo come Watlington Street per la Saw Recordings di Satoshi Tomiie, The Sky Was Pink (remixato dallo stesso Holden) e Dinamo per la Traum Schallplatten, fino al 12 pollici Drowning in a Sea of Remixes che ha anticipato, tanto per prolungarne l’attesa, il suo album di debutto…

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Volcano

30 Ottobre 2006  Interviste, Musica

Senza-titolo-1.jpgIntervista tratta dal numero 42 di pig magazine del mese di maggio

Volcanic temper. Il primo gruppo rock ad entrare nelle grazie della Leaf, etichetta londinese piuttosto eclettica, ma conosciuta soprattutto per le sue proposte elettroniche (vedi Murcof o gli Icarus), non poteva che essere un trio altrettanto eclettico proveniente da Chicago. Questa volta niente blues, hardcore, post-rock o house, come vorrebbe la tradizione. I volcano! sono moderni esploratori dell’avant-rock: se da un lato parlano un linguaggio arty che paga pegno ai Deerhoof, agli Xiu Xiu e ai Radiohead più dissonanti, dall’altro mostrano personali segni distintivi pronti a deflagrare in qualsiasi momento. Proprio come un vulcano assonnato e silente, trascorrono periodi di calma apparente interrotti da brusche esplosioni ritmiche, dai rumorosi effetti di Mark Cartwright e dai caotici effluvi di chitarra rincarati dalla schizofrenia vocale di Aaron With… Leggi tutto l’articolo »

Fila Brazillia

1 Giugno 2006  Dischi

FILE-BRAZILIA.jpgRetrospective (23)
Con la raccolta dei loro migliori pezzi, Dave McSherry e Steve Cobby festeggiano dieci anni circa di attività insieme e altrettanti album. E’ un best of esauriente, la perfetta colonna sonora chill-out, funk e downtempo con cui dovrebbe concludersi una serata languida e patinata, ma non troppo. Suggested: tutte.

Silent Poets

1 Giugno 2006  Dischi

SILENT-POETS.jpgSun (Nocturne)
Una sontuosa apertura d’archi segna il ritorno dei “poeti silenti”, dediti al trip-hop negli anni Novanta. Dopo sei anni dall’album To Come, i giapponesi oggi camminano su un tappeto elettronico venato di hip hop, dub e soul ornato di arrangiamenti evocativi e malinconici. Suggested: Sun.

Mr Velcro Fastener

1 Giugno 2006  Dischi

MR-VELCRO-FASTENER.jpgTelemacho (Stars)
Il duo finlandese, che vanta già collaborazioni con Erlend Øye e Röyksopp, propone un’electro fredda e robotica, di chiara influenza kraftwerkiana (Housin’ With The T’s e Capek) e rotheriana (Consciousness Is A Terrible Curse), fatta di vocoder e linee di basso meccaniche, campionamenti ed effetti anni Ottanta. Suggested: Silent Running.

Guido Schneider

1 Giugno 2006  Dischi

GUIDO-SCHNEIDER.jpgFocus On (Poker Flat)
Il producer tedesco di casa Steve Bug riunisce, per la prima volta sul formato cd, pezzi già editi e remix oltre a sei nuove tracce. Il tutto è mixato in un flusso unico, dove minimalismo techno e ritmi house ipnotici di scuola Hawtin conducono alla dimensione stordimento. Suggested: Re-Moved.