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Isan

1 Giugno 2006  Dischi

ISAN.jpgPlans Drawn in Pencil (Morr)
Robin Saville e Antony Ryan sono in giro dal 1998 come Isan (che sta per Integrated Services Analogue Network) a produrre glitch in puro stile Morr, per cui sono usciti con il loro quarto lavoro indietronico. Un album sognante e mai banale, contemplativo, leggero come la punta di una matita sulle pagine di un diario. Suggested: Working in Dust.

RICHARD-DORFMEISTER.jpgGrand Slam (G-Stone)
Tra Dorfmeister e il duo composto da Heinz Tronigger e Michael Kreiner, più che “match”, è un gioco di squadra tutto viennese. Anticipato dal singolo Valdemossa, il disco è una calorosa fusione ritmica tra l’elettro-funk del primo e il latino-soul dei secondi. Insieme rivisitano con la solita classe Zero7, Koop e Groove Armada. Suggested: In The Waiting Line.

The Collectors

1 Giugno 2006  Dischi

THE-COLLECTORS.jpgGalapagos (Mantis)
Nella musica cinematica dei Collectors troviamo elettronica organica fatta di synth analogici ed effetti e rock elettro-acustico ricco di riverberi di chitarra, armoniche distorte e glockenspiel. Melodici e lisergici nelle loro ambientazioni a metà strada tra Air e Zero7, questi ragazzi inglesi attraversano senza paura terreni etnici, acidi, jazz e folk, uscendone sempre a testa alta. Suggested: Maya II.

Chris Stills

1 Giugno 2006  Dischi

CHRIS-STILLS.jpgWhen The Pain Dies Down (V2)
Cresciuto musicalmente tra la California del padre Stephen Stills e Parigi dalla madre Veronique Sanson, Chris ha esordito con Adam Cohen (figlio di Leonard) ed è rimasto sospeso tra il rock essenziale, istintivo e dallo spirito bluesy di Ryan Adams e Jeff Buckley e il cantautorato francese. Questo Live in Paris è un sunto del suo talento. Suggested: Landslide.

SOYLENT-GREEN.jpgLa forza del destino (Playhouse)
Soylent Green è uno dei numerosi alias di Roman Flügel (anche Acid Test, Ro70, Roman III, Roman IV e Eight Miles High), veterano della minimal techno e metà degli Alter Ego. In questo disco nulla pare rinnovato, dalla struttura dei pezzi allo stile, ma è un genere di classico che piace. Suggested: At The Gates.

Sasse

1 Giugno 2006  Dischi

SASSE.jpgMade Within The Upper Stairs Of Heaven (Moodmusic)
Klas Lindblad (in arte Sasse) arriva da Turku ma, non a caso, ha fondato la sua label Moodmusic a Berlino, ospitando tra l’altro Marco Passarani. E’ proprio dall’eroe nostrano (The Sound Of Highlife), dall’italo e dall’old school electro, che il finlandese trae la sua ispirazione. Suggested: Loosing Touch.

Chelonis R. Jones

19 Maggio 2006  Interviste, Musica

01.jpgIntervista tratta dal numero 41 di pig magazine del mese di aprile

Anima house. Abbiamo incontrato Chelonis R. Jones prima della sua performance al Plastic di Milano, per una lunga e notturna (da mezzanotte all’una) intervista che vi riportiamo integralmente…Newyorkese di nascita, ma europeo (tedesco) di adozione, Chelonis è un artista nel senso più ampio del termine: scrive poesie e canzoni, dipinge e canta fin da piccolo, in modo originale e con una punta di eccentricità. Il calore e la ricchezza della sua voce soul, in particolare, hanno stravolto certi canoni che volevano la musica house fredda e asettica. L’artista si è aperto con sincerità, dopo aver superato i primi imbarazzi tipici di una persona riservata, e ha rivelato lentamente le sue doti migliori come l’ironia, la serenità interiore e soprattutto una profonda umanità.

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Mogwai

18 Maggio 2006  Interviste, Musica

Senza_titolo_1.jpgIntervista tratta dal numero 40 di pig magazine del mese di marzo

Come on don’t die young Mogwai.
Non hanno inventato il post-rock, ma nel giro di dieci anni il loro nome è cresciuto fino a diventare l’espressione più fulgida e concreta di questo genere musicale…

…I Mogwai sono partiti dalla Scozia, senza pretese intellettuali, per inondare il mondo con la propria forza d’urto, fatta di rabbiose tempeste e feedback ai limiti del noise alternati a momenti di straordinaria quiete. Le composizioni degli esordi, in prevalenza strumentali, hanno pian piano abbracciato piccoli ricami vocali, abbandonando le variazioni sul tema per cercare una rotta precisa, all’insegna del ritmo e della melodia. I paesaggi disegnati dalle loro orchestrazioni, soavi e malinconiche, sono luoghi che lasciano il segno.

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B_Snew4.jpgIntervista tratta dal numero 40 di pig magazine del mese di marzo

La riscossa silenziosa. Quando dieci anni fa i Belle And Sebastian si autoprodussero “Tigermilk” (solo 1000 copie in vinile) nessuno, soprattutto loro, avrebbe immaginato dove sarebbero arrivati. In fondo si trattava di sette ragazzi di Glasgow, timidi e un po’ sfigati, che si erano trovati durante l’high school a suonare le canzoni scritte da Stuart Murdoch. Il nome, preso da una serie televisiva francese su un ragazzino e il suo cane, iniziò subito a circolare negli ambienti più sotterranei: la fragilità vocale di Murdoch, la profondità e la freschezza compositiva nei testi sospesi tra il quotidiano e il surreale, la cura maniacale per i dettagli, l’eclettismo dei musicisti e una naturale predisposizione per le melodie dolci ma non sdolcinate avevano definitivamente conquistato il versante romantico e intellettuale degli studenti.

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Calla

17 Maggio 2006  Interviste, Musica

calla.jpgIntervista tratta dal numero 39 di pig magazine del mese di febbraio

Un fiore nel deserto.La musica dei Calla presenta le stesse caratteristiche della pianta con cui condivide il nome: discreta ed elegante, robusta e al tempo stesso delicata, ha una straordinaria capacità di adattamento. Può nascere nei paesaggi sconfinati e desertici del Texas, libera e incontaminata, per riempire con la sua filmica presenza il trascorrere di una giornata senza tempo.

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