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New beats from London: Eglo Records, Werk Discs e Hyperdub

Testo di Gaetano Scippa. Foto di James Pearson-Howes.

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FunkinEven, Fatima, Alexander Nut (Eglo Records)

“Siamo raver di terza generazione, cresciuti tra feste d’n’b, hip hop e techno, abbiamo ascoltato di tutto e assorbito con il subconscio anche cose che ci piacevano meno, i cui suoni sono diventati per noi sempre più familiari” – Alex Nut

Dopo l’acid house, la massa critica britannica è stata scossa solo dal movimento UK garage e dall’esplosione del dubstep. Ma anche quest’ultimo, che ha onorato le migliori tradizioni rave in quasi dieci anni, sembra sul punto di esaurirsi o quantomeno lancia segnali di cedimento. In realtà a Londra non si parla della fine prematura di un genere, ma più orgogliosamente di evoluzione del suono underground, che sta sempre più assorbendo i ritmi hip hop, wonky e funky house, senza abbandonare Detroit e la Giamaica, e in alcuni casi si sta riscoprendo soul e pop. Un’evoluzione che ha visto nascere alcune realtà musicali entusiasmanti, piccole etichette indipendenti guidate da giovani dj e produttori di talento con una cultura e un gusto musicale pari solo alla loro intraprendenza DIY. Abbiamo incontrato le menti e gli artisti di tre label, selezionate tra quelle emergenti (la Eglo Records dell’astro nascente Floating Points e di Alexander Nut, mattatore della radio pirata Rinse FM, accompagnati da Fatima), quelle più stilose (la Werc Discs di Actress e Lukid) e quelle che in 5 anni hanno già fatto storia (l’Hyperdub di Steve “Kode9” Goodman, Darkstar e King Midas Sound), per capire il loro background e, soprattutto, in quale direzione si stanno muovendo.

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Scritto il 12 novembre 2009 da Gaetano Scippa - Nessun commento »

FaltyDL – Bravery

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A pochi mesi dal primo lavoro Love Is A Liability, il newyorkese Andrew Lustman bissa con 8 nuove tracce tra elettronica e 2step di burial-iana memoria (Made Me Feel So Right), accenni hip hop (Mother Beam) e disco (Discant). In tutti i casi è notevole il lavoro sui tempi e sulle voci. (Planet Mu)

http://www.myspace.com/faltydl


Scritto il 9 novembre 2009 da Gaetano Scippa - Nessun commento »

Dead Seal – Corpus Animus

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Aperto da Dolgama, ottima cavalcata elettronica, questo disco è l’opera prima di Derrick Boyd, producer e polistrumentista di San Francisco. Tra techno e house chiaroscura, i momenti migliori si respirano con gli innesti organici e nell’inseguimento finale di King Burk.(Auralism)

http://www.myspace.com/deadsealrising


Scritto il 5 novembre 2009 da Gaetano Scippa - Nessun commento »

Syntaks – Ylajali

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Ambient pop elettroacustico che disegna splendidi paesaggi, distesi tra Vangelis e Eno, con influssi shoegaze e onirismo anche grazie all’uso di voci femminili eteree. Progressioni strumentali (il crescendo di She Moves In Color) e ancora rarefazioni, come la quiete dopo la tempesta. (Ghostly)

http://www.myspace.com/syntaks


Scritto il 3 novembre 2009 da Gaetano Scippa - Nessun commento »

Sonar 2009: Carsten Nicolai

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Intervista di Gaetano Scippa. Foto di Piotr Niepsuj.

Precoce avanguardista visuale e oggi massimo esponente del minimalismo elettronico che insegue allo stato più puro con la sua Raster-Noton (attraverso il moniker Alva Noto e non solo), Carsten Nicolai è una mente brillante alla continua ricerca della perfezione estetica, capace di manipolare suoni e immagini fino all’unione quasi impossibile dello spazio che separa arte e scienza.

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Scritto il 28 ottobre 2009 da Gaetano Scippa - Nessun commento »

Sonar 2009: Filastine

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Intervista di Gaetano Scippa. Foto di Piotr Niepsuj.

Grey Filastine è un attivista no global e artista girovago che, dalla strada, è diventato in pochi anni uno dei più interessanti esploratori di ritmi etnici e suoni elettronici. Non perdiamolo di vista.

Cosa hai fatto negli ultimi mesi?
Da fine 2008 sono in tour per Dirty Bomb. Giacarta, Giava, Borneo, il Natale a Balikpapan con un gruppo di anarchici hip-hop, poi due tappe in Australia e Tanzania, quindi Spagna, Germania, Francia, Montreal, New Orleans, la West Coast, il Giappone e ancora Europa.

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Scritto il 28 ottobre 2009 da Gaetano Scippa - Nessun commento »

Sonar 2009: Mike Slott

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Intervista di Gaetano Scippa.
Foto di Sean Michael Beolchini.

L’eredità di J Dilla fa proseliti ovunque, da Madlib a Dabrye fino all’esplosione di Flying Lotus.
Ma nell’underground wonky-hop sono pronti ad emergere altri talenti, e Mike Slott è uno di questi.

Quanti anni hai?
28.

Da dove vieni?
Harlem, NY, dopo aver vissuto a Glasgow, ma sono originario di Dublino.

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Scritto il 28 ottobre 2009 da Gaetano Scippa - Nessun commento »

AAVV – 5 Years Of Low End Contagion

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La label UK underground più influente degli ultimi anni si autocelebra con un imprescindibile doppio CD che racchiude passato, presente e futuro del dubstep con hit, remix e inediti di Burial (Fostercare), Kode9, Zomby, Joker, fino ai nuovi Darkstar e Ikonika. (Hyperdub)

http://www.myspace.com/hyperdub


Scritto il 27 ottobre 2009 da Gaetano Scippa - Nessun commento »

Redshape – The Dance Paradox

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Un’aura di mistero avvolge questo producer di Berlino, la cui identità è oscura quanto la sua musica. Synth analogici, percussioni live ed elementi sci-fi carpenteriani in direzione Detroit: ogni traccia ha un suo motivo d’essere per le orecchie, ed è un gran bell’ascolto. (Delsin)

http://www.myspace.com/redshape


Scritto il 27 ottobre 2009 da Gaetano Scippa - Nessun commento »

Barbagallo – Floppy Disk

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Il chitarrista Carlo Barbagallo (Albanopower), già apprezzato oltreoceano, è artefice di un carosello di suoni psych-pop, weirdo folk e acid blues d’annata (‘60-’70). Ogni pezzo dell’album è godibile e l’unico piccolo difetto, la pronuncia inglese, diventa trascurabile. (Barbie Noja)

http://barbagallo.bandcamp.com/


Scritto il 27 ottobre 2009 da Gaetano Scippa - Nessun commento »

Jimi Tenor/Tony Allen – Inspiration Information

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Da session a base di musica, cibo africano e whisky tra l’eclettico Jimi Tenor e il leggendario batterista afrobeat Tony Allen (The Good, The Bad & The Queen) nasce una miscela esplosiva di improvvisazioni ritmiche e contaminazioni. Difficile resistere. (Strut)

http://www.jimitenor.com/
http://www.myspace.com/tonyallenafrobeat


Scritto il 27 ottobre 2009 da Gaetano Scippa - Nessun commento »

Amanda Blank – I Love You

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Debutto solista di Amanda Mallory (Sweatheart), MC che vanta collaborazioni eccellenti (Spank Rock, Major Lazer, M.I.A., Santigold, Ghostface Killah). Il disco, prodotto da Diplo, Switch e XXXChange, è un cocktail sexy di bassi hip-hop, suoni electro e melodie pop. Una garanzia. (Downtown)

http://www.myspace.com/amandablank


Scritto il 27 ottobre 2009 da Gaetano Scippa - Nessun commento »

Luciano – Tribute To The Sun

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Piaceri esotici e sensibilità ritmica di TTTS sono il frutto umorale di alti (Celestial) e bassi (Metodisma) nella vita privata di Luciano tra Cile e Svizzera. Tra i collaboratori, Martina Topley-Bird (Sun, Day and Night) e Bruno Bieri, inventore del tamburo d’acciaio Hang. (Cadenza)

http://www.myspace.com/luciennluciano


Scritto il 27 ottobre 2009 da Gaetano Scippa - Nessun commento »

Port-Royal – Dying In Time

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Evoluto senza cadere in facili cliché, il suono dei royals al terzo album è sempre in bilico tra atmosfere oniriche e paesaggi elettronici (dell’Est). Si apre al synth-pop con un uso ottimale di tastiere e voci, come sintetizza l’inno alla speranza Balding Generation. (Sleeping Star)

www.myspace.com/uptheroyals


Scritto il 26 ottobre 2009 da Gaetano Scippa - Nessun commento »

Dinky – Anemik

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Dinky produce elettroacustica usando strumenti analogici, in particolare percussioni, cui aggiunge loop sintetici, arpeggi melodici e voci ipnotiche. L’approccio sperimentale è morbido e colorato come la variegata gamma di suoni che offre con la sua impronta squisitamente femminile. (Wagon Repair)

http://www.myspace.com/dinkydj


Scritto il 21 ottobre 2009 da Gaetano Scippa - Nessun commento »

HyperSounds

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Il 13 e 14 novembre a Madrid, presso il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofia in collaborazione con Advanced Music, si terrà HyperSounds, una serie di concerti dal vivo, djset, documentari, installazioni e performance audiovisive di artisti impegnati nell’esplorazione del suono. I processi coinvolti nella ricerca da parte degli artisti enfatizzeranno l’impatto fisico ed emotivo sugli spettatori, che potranno vivere in modo interattivo le proprie percezioni di suoni e immagini in un contesto unico a livello di creatività, sperimentazione e intrattenimento.

Tra i live più attesi, che vedranno alternarsi il surround 5.1 di Umfeld, il muro noise di Shit & Shine (Riot Season) e le confessioni pop di Tender Forever (K Records), ci sarà quello di Various Production (XL), esplosi nel 2006 con The World Is Gone e con una serie di remix dubstep-folk di Thom Yorke e Cat Power.

I djset spazieranno dai nuovi suoni urbani UK di Rustie e Mary Anne Hobbs agli esponenti di spicco della scena madrilena, come Rec_Overflow, Annie Hall, HD Substance e Svreca.

Imperdibili, infine, le due installazioni dell’olandese Edwin van der Heide (Laser Sound Performance e Spatial Sound), la proiezione del documentario sull’improvvisazione musicale Amplified Gesture di Phil Hopkins prodotto da David Sylvian, e i seminari del Medialab Prado di Madrid e del Pompeau Fabra University Musical Technology Group di Barcellona.

Tutti gli eventi sono ad ingresso libero, fino al raggiungimento della massima capacità. Per i seminari non serve registrarsi, mentre per assistere ai concerti live all’Auditorio 400 (Umfeld, Shit & Shine, Tender Forever e Various Production) bisogna prenotarsi su www.museoreinasofia.es.


Scritto il 15 ottobre 2009 da Gaetano Scippa - Nessun commento »

Fuck Buttons – Tarot Sport

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Se con il catartico Street Horrrsing Andrew Hung e Benjamin John Power hanno debuttato sull’onda del rumore, i due bristoliani virano ora verso una dimensione più melodica e dance. La svolta arriva grazie a Andrew Weatherall, che ha già dato prova del suo tocco con il remix di Sweet Love For Planet Earth. Il loro rock trainato da tastiere rimane ricco di droni e feedback estatici, che si sviluppano attraverso trame dal crescendo ipnotico e suggestivo. Ma in questo caso il beat si fa protagonista in ogni brano, smaltisce le scorie più dure in eccesso e cancella le urla primordiali del precedente album, sacrificando solo in parte le esaltazioni percussive che lo caratterizzano. Tarot Sport è un disco epico e pulsante: sette tracce che esplorano nuovi meandri di uno shoegazing cosmico. Riprendendo il ritmo di Bright Tomorrow, il singolo Surf Solar ci trascina in un vortice lisergico ad alta intensità emotiva. Il resto è un susseguirsi di cavalcate psych tra Tangerine Dream, Klaus Shulze e Spacemen 3. Benvenuti nella nuova era screamadelica. (ATP)

http://www.myspace.com/fuckbuttons


Scritto il 12 ottobre 2009 da Gaetano Scippa - Nessun commento »

Sonar 2009: Ebony Bones!

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Intervista di Gaetano Scippa. Foto di Piotr Niepsuj.

E’ una star ancor prima di dare alla luce il suo album di debutto, osso delle sue ossa, “Bone of My Bones”. Look frizzante e carattere multicolore, Ebony “Bones!” Thomas ci conquista al primo incontro.

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Scritto il 8 ottobre 2009 da Gaetano Scippa - Nessun commento »

Sonar 2009: Jon Hopkins

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Intervista di Gaetano Scippa. Foto di Piotr Niepsuj.

Enfant prodige dell’elettronica britannica, a soli 29 anni Jon Hopkins è il delfino di Brian Eno, lavora con Coldplay e ci illumina col suo terzo album “Insides” mentre doma i robot- Soundclusters di Roland Olbeter.

Come sei entrato nel progetto Soundclusters?
Sono stato coinvolto dal Faster Than Sound. Una bella sfida far suonare macchine come un quartetto d’archi…
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Scritto il 8 ottobre 2009 da Gaetano Scippa - Nessun commento »

Sonar 2009: Konono N.1

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Intervista di Gaetano Scippa. Foto di Sean Michael Beolchini.

Dai rudimentali strumenti tradizionali del Congo a effetti ritmico-psichedelici incontenibili. Così da 25 anni Mawangu
Mingiedi guida i Konono N°1, che con “Congotronics” (2005) hanno influenzato artisti come Bjork, The Ex e Timbaland.

Cosa significa “konono”?
La band all’inizio si chiamava Le Groupe Traditionelle de Mingiedi Mawangu. La parola “konono” era nel ritornello di una nostra hit che tutti cantavano a Kinshasa e quindi il gruppo è stato ribattezzato così dalla gente. La parola significa freddo, irrigidito come un cadavere, perché vidi un amico ucciso dai ribelli in Angola.

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Scritto il 8 ottobre 2009 da Gaetano Scippa - Nessun commento »

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