New beats from London: Eglo Records, Werk Discs e Hyperdub
Testo di Gaetano Scippa. Foto di James Pearson-Howes.
FunkinEven, Fatima, Alexander Nut (Eglo Records)
“Siamo raver di terza generazione, cresciuti tra feste d’n’b, hip hop e techno, abbiamo ascoltato di tutto e assorbito con il subconscio anche cose che ci piacevano meno, i cui suoni sono diventati per noi sempre più familiari” – Alex Nut
Dopo l’acid house, la massa critica britannica è stata scossa solo dal movimento UK garage e dall’esplosione del dubstep. Ma anche quest’ultimo, che ha onorato le migliori tradizioni rave in quasi dieci anni, sembra sul punto di esaurirsi o quantomeno lancia segnali di cedimento. In realtà a Londra non si parla della fine prematura di un genere, ma più orgogliosamente di evoluzione del suono underground, che sta sempre più assorbendo i ritmi hip hop, wonky e funky house, senza abbandonare Detroit e la Giamaica, e in alcuni casi si sta riscoprendo soul e pop. Un’evoluzione che ha visto nascere alcune realtà musicali entusiasmanti, piccole etichette indipendenti guidate da giovani dj e produttori di talento con una cultura e un gusto musicale pari solo alla loro intraprendenza DIY. Abbiamo incontrato le menti e gli artisti di tre label, selezionate tra quelle emergenti (la Eglo Records dell’astro nascente Floating Points e di Alexander Nut, mattatore della radio pirata Rinse FM, accompagnati da Fatima), quelle più stilose (la Werc Discs di Actress e Lukid) e quelle che in 5 anni hanno già fatto storia (l’Hyperdub di Steve “Kode9” Goodman, Darkstar e King Midas Sound), per capire il loro background e, soprattutto, in quale direzione si stanno muovendo.

































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