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Speciale Designer di gioielli

Tre nomi emergenti del panorama del design scelti e intervistati in esclusiva per voi da PIG. Sono tutti italiani: diversissimi per stili e background, vi faranno sbavare con le loro creazioni. Teneteli d’occhio!

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Emanuele Bicocchi

Intervista a Emanuele Bicocchi e Giulia Diamanti di Ilaria Norsa. Foto di Sean Michael Beolchini

La storia certo è romantica e se non li conoscessi direi che è una cosa d’altri tempi. Quando si sono incontrati Giulia era poco più che una bambina, Emanuele un ventenne di belle speranze. Correva il 2005: fu allora che la temeraria ragazza, travolta dalla forza creativa del suo incontenibile “romeo”, decise – in uno slancio quasi eroico – di credere in lui. E così i due si imbarcarono in un’avventura che si sarebbe rivelata la più grande: quella della loro vita. Sono passati cinque anni, anni crescita e condivisione, di viaggi, feste, risate, rock’n’roll (e anche qualche vaso rotto), ma soprattutto anni di duro lavoro e lezioni imparate sul campo. E come Giulia, Emanuele col suo talento ha saputo convincere tutti, anche me.

Raccontatemi la vostra storia:
E: Premetto: io non sono un gioielliere puro, nel senso che non ho studiato per diventarlo e non provengo da una famiglia di gioiellieri. Tutto è nato con la conoscenza tra me e Giulia ed è cresciuto insieme a noi e alla nostra relazione, coi vantaggi e gli svantaggi che lavorare insieme al proprio compagno può comportare. I primi, fortunatamente, dal nostro punto di vista prevalgono sui secondi. Non si tratta solo di lavoro ma della nostra vita. Naturalmente ognuno ricopre il suo ruolo e gestisce il proprio spazio autonomamente: io curo la parte creativa e la produzione, Giulia si occupa del rapporto con i clienti e della contabilità. Siamo io e lei, nati da zero. L’azienda è nostra, ma ovviamente abbiamo goduto dell’appoggio e della fiducia di molte persone.

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Scritto il 5 febbraio 2010 da Ilaria Norsa - Nessun commento »

You can leave your hat on

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Benoit Missolin nasce ad Avignone trentasei anni fa; da bambino passa il tempo a creare abiti per il suo Snoopy e a scarabocchiare i quaderni di scuola riempiendone i margini con fantasiosi vestiti. La passione per la moda cresce con lui e i suoi schizzi colpiscono Christian Lacroix in persona che diventa per Benoit una specie di mentore. Una volta preso il diploma il giovane Missolin si trasferisce a Parigi: nella capitale frequenta la Chambre Syndicale de la Couture Parisienne e lavora poi come apprendista nella maison del suo maestro, nonché in quelle di Thierry Mugler e Jean Colonna. Nel 1997 presenta la sua primissima collezione, ma è nel 2002 che arriva la consacrazione con l’assegnazione del prestigioso Swiss Textiles Award: da allora Benoit ha saputo attirare sempre più attenzione sui suoi copricapo dall’estetica Pop giocando con i cliché e con il concetto di naïve. Potete acquistare i suoi cappelli, cappellini e cerchietti couture on-line all’indirizzo eshop.benoitmissolin.com oppure presso Misty Beethoven (Roma) e Funny Shop (Genova). All’estero invece li trovate da Liberty e Browns Focus (Londra) e al Bon Marché (Parigi).

www.benoitmissolin.com

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Scritto il 18 novembre 2009 da Ilaria Norsa - Nessun commento »

Some girls are bigger than others

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Comoda, calda, accogliente, graziosa. La collezione per l’Autunno/Inverno 2009 firmata Rachel Comey (Fresh Designer dello scorso Maggio – PIG 72 N.d.R.) è all’insegna del comfort. Morbidi golfoni e cardigan multi-strato sono abbinati a shorts in pelle, abitini e bluse in seta. Le stampe sono quelle caratteristiche dell’estetica proposta da Rachel, piacevolmente inconsuete e delicatamente femminili: rose capricciose, ombrelli, delicati boccioli e simpatiche scimmiette popolano il guardaroba delle giovani nomadi metropolitane mandate in passerella dalla giovane stilista americana. Il look è completato da caldi pellicciotti, tessuti leopardati, berretti in pelliccia e sciarpe con cappuccio. Per il freddo più pungente o solo per vezzo.

www.rachelcomey.com

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Scritto il 11 novembre 2009 da Ilaria Norsa - Nessun commento »

Pamela Love

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Intervista di Ilaria Norsa. Ritratto di Skye Parrott.

Ha un cognome strepitoso, vive a Brooklyn, suona la batteria nelle Scorpio Rising, è stata l’assistente di Francesco Clemente, crea gioielli per stilisti come Zac Posen e Yigal Azrouel, è la migliore amica di Julia Restoin Roitfeld, ama andare in bici, è esperta di cinema, parla col suo gatto e ha una linea di gioielli tutta sua che è assolutamente figa. Come lei. Pamela dice che tutto questo le è capitato un po’ per caso e che non è il tipo da far piani. Sarà, ma non riesco a pensare a niente di più azzeccato dei suoi gioielli, con quell’aria un po’ macabra e un non so che di mistico. S’ispirano al lavoro di artisti del calibro di Joseph Cornell, Lee Bontecou, Hieronymus Bosch e Alejandro Jodorowsky e nascono dal suo amore per l’astrologia, la scienza, l’anatomia, la religione e la magia. Facile restarne ammaliati…

 

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Scritto il 5 novembre 2009 da Ilaria Norsa - Nessun commento »

Gosha Rubchinskiy

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Intervista di Ilaria Norsa. Foto di Ivan Kaydash e Gosha Rubchinskiy.

Gosha Rubchinskiy, ha venticinque anni ed è nato a Mosca. Un anno fa ha esordito con la sua prima collezione, “Evil Empire”, debutto stilistico dedicato ai figli degli anni Novanta, quelli nati in Russia dopo il collasso dell’Unione Sovietica e cresciuti in una società corrotta dal consumismo ma avida di rinnovamento. Con la sua seconda e più recente fatica, “Growing and Expanding”, ha realizzato un vero e proprio panegirico di quegli stessi teenager e della loro personalissima visione spirituale e religiosa. Per Gosha essi sono giovani uomini affascinati dall’ortodossia, dal satanismo e dallo sciamanismo; ragazzi appassionati di numerologia che alternano le letture della Bibbia a quelle delle novelle di Pelevin. Un’estetica severa ed essenziale quella di Rubchinskiy, che strizza l’occhio alle sottoculture giovanili (punk russi, skinheads e hooligans) e palesa una predilezione per lo sportswear che ricorda vagamente gli esordi di Raf Simons. Non dev’essere stato un caso che per presentare la sua collezione nel corso di “Cycles and Season” (l’alternativa cool alla più commerciale settimana della moda di Mosca) Gosha abbia scelto di trasformare una chiesa sconsacrata in palestra nella quale far “sfilare”, o meglio allenare, i suoi modelli. Con un casting tutto di locals – tra skaters tatuati, giocatori di hockey, graffiti artists e street kids – qualche occhio nero e una compilation di cicatrici, il risultato era assicurato.

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Scritto il 5 ottobre 2009 da Ilaria Norsa - Nessun commento »

Bathing Beauties

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Per presentare la sua Primavera-Estate 2010 Maria Francesca Pepe ha avuto un’idea molto speciale. Non una sfilata e nemmeno una statica presentazione per raccontare le sue “Bathing Beauties”, bensì l’inedita rivisitazione delle due dimensioni in un happening in cui l’installazione incontra la proiezione di un film concettuale, breve pellicola realizzata ad hoc e ispirata ai giochi acquatici dell’omonimo vintage movie di Esther Williams, con styling firmato ancora una volta da Francesca Burns. Abiti e gioielli prendono vita in un acquario sospeso nel tempo in cui le stoffe setose richiamano i movimenti dell’acqua, le superfici brillanti ne riflettono i giochi di luce e i gioielli diventano pinne. E proprio così le forme geometriche tipiche dell’estetica MFP sfumano in volumi quasi liquidi, come fossero bagnate, ricordando la leggerezza dei disegni di Ertè dei tardi anni Venti. Un progetto a 360 gradi, presentato il 19 all’interno del calendario ufficiale della London Fashion Week e riproposto eccezionalmente nel corso di quella Milanese, con una presentazione di cui noi di PIG saremo orgogliosamente media partners. Siete pronti ad immergervi in un mondo popolato di creature sinuose dalle squame lucenti?

www.mfp.com


Scritto il 2 settembre 2009 da Ilaria Norsa - Nessun commento »

Chloë Sevigny

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Intervista di Ilaria Norsa. Foto di Kenneth Cappello.
Special Thanks Jessica Greco.
www.chloesevigny.com

Quando si parla di Chloë Sevigny le presentazioni risultano decisamente superflue. Mi troverei palesemente in difficoltà a riassumere in poche righe quello che forse nemmeno una voluminosa monografia potrebbe raccontare. La sintesi poi, si sa, non è il mio forte. Meglio lasciare la parola a Lei, a quella Chloë stilista che per la seconda volta ha preso in mano la matita per disegnare una collezione molto speciale per un altrettanto speciale negozio di New York – anche se “negozio” è riduttivo, trattandosi più che altro di un’istituzione – che l’anno scorso ne lanciò la prima esclusiva linea scatenando un vero putiferio, grazie al riuscito mix di stampe Liberty e influenze New Wave. Per sapere qualcosa di più su questa seconda collaborazione con Opening Ceremony e capire che cosa sia cambiato da quel primo riuscitissimo esperimento del 2007 abbiamo fatto quattro chiacchiere con lei.
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Scritto il 1 settembre 2009 da Ilaria Norsa - Nessun commento »

Charles Anastase, Intervista

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Intervista di Ilaria Norsa. Foto di Roberta Ridolfi.

Gli piacciono i topolini e non riesce a fare a meno di pensare che indossino buffi vestitini, minuscoli occhialetti e che nascondano sempre una tazza di thé dentro un albero… Questo, oltre a farvi sorridere, dovrebbe dirvi molto del suo mondo incantato, fatto di case col giardino e colazioni cucinate e consumate in famiglia, tra amici, parenti veri e acquisiti, cani, gatti, muse e inseparabili assistenti. Un universo estetico un po’ naive ed etereo, in cui la sensualità è latente ma ingombrante, l’innocenza incontra l’esperienza e gli estremi si rincorrono incessantemente e nervosamente. Un mondo – fatto di scarpe da bambola con zeppe da zoccola, cardigan minuscoli e maxi gonnelloni, crinoline e giacche di pelle – in cui prospera una visione “incantevolmente disincantata”, nostalgica ma pungente, a tratti quasi cinica e sottilmente inquietante. Un mondo in cui ci si ubriaca fino a perdere i sensi, i vestiti sono scarabocchiati e gli anfibi hanno le punte. Ma i topini hanno gli occhiali.

http://charlesanastase1979.com/
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Scritto il 21 luglio 2009 da Ilaria Norsa - Nessun commento »

Paris, Texas

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Gli accessori di questo mese, di Ilaria Norsa

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Scritto il 13 luglio 2009 da Ilaria Norsa - Nessun commento »

Feature on Designer: Mark Fast

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Intervista di Ilaria Norsa.

Come va?
Mi sto godendo la pioggia di Londra, ascoltando “He’s alive” di Dolly Parton.

Londra non è la tua città natale…
Vivo qui da molti anni, mi ci sono trasferito dal Canada.
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Scritto il 7 luglio 2009 da Ilaria Norsa - Nessun commento »

Risto Bimbiloski

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Foto Andrea Spotorno.

La Macedonia, mi ha raccontato Risto che ci è nato trentacinque anni fa, è un paese bellissimo, ma un po’ matto. I paesaggi sono mozzafiato, il temperamento meridionale e la politica corrotta. E’ una società matriarcale, dalle tradizioni radicate, in cui le donne imparano a lavorare a maglia fin dalla più tenera età e in cui “ti puoi sentire bizantino, ottomano, Tito, Nasser & Nehru”. Mi ha raccontato anche del “burek I yogurt”, dell’influenza turbofolk proveniente dai Balcani, dell’affascinante mix etnico, del social-comunismo progressista con cui è cresciuto e dei costumi tradizionali, caratterizzati da un mix d’influenze tra Est e Ovest. E proprio dell’incontro-scontro tra questi due mondi si nutrono le creazioni metropolitane di Risto, espressioni tangibili di un universo estetico consacrato a tale peculiare equilibrio: in esse l’artigianalità e le tecniche più tradizionali della lavorazione a maglia macedone sono combinate al design ultra moderno e sofisticato di stampo occidentale. Oggi Risto vive a Parigi, lavora da Louis Vuitton e dirige la sua label personale: un family business nato qualche anno fa come piccolo laboratorio artigianale e la cui produzione è tutt’ora mandata avanti da mamma Bimbiloski in Macedonia..

Ciao Risto, come stai?
Tutto bene. In realtà mi sento molto “da venerdì” anche se è mercoledì.

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Scritto il 27 giugno 2009 da Ilaria Norsa - 1 commento »

Visionaire Solar Issue

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Se pensavate di aver già visto tutto, non avevate ancora visto il Visionaire Solar Issue, 56esimo numero della storica e sempre sorprendente pubblicazione americana realizzato in collaborazione con Calvin Klein. Si tratta di una vera e propria rivoluzione nella storia della carta stampata. Senza esagerare.

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Scritto il 23 giugno 2009 da Ilaria Norsa - Nessun commento »

Permanent Vacation

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Cos’è Permanent Vacation?
E’ il mondo di due amiche, Alexandra Blom e Amanda Rydenstam, un mondo fatto delle persone che conosciamo e di tutto ciò che ci circonda. Il risultato fisico e creativo di tutto ciò è in pratica il nostro brand di abbigliamento.

Cosa fate?
Facciamo tutto quello che vogliamo. Insieme disegniamo e creiamo tutto e ci occupiamo personalmente di ogni aspetto, dal design alla fotografia alla parte economica. Al di là delle collezioni e degli indumenti, Permanent Vacation rappresenta per noi l’amicizia, la famiglia e la nostra vita.

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Scritto il 22 giugno 2009 da Ilaria Norsa - Nessun commento »

Our Legacy

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Intervista a Cristopher Nying, Jockum Hallin, Richardos Klarén di Ilaria Norsa.

Foto Mathias Sterner.

Tre ragazzi, più o meno della nostra età, di poche parole ma molti fatti. A nemmeno trent’anni hanno già messo in piedi un pregevole brand d’abbigliamento maschile, una casa editrice dalle scelte ricercate, una raffinata pubblicazione e uno store che a Stoccolma, città in cui vivono, è un punto di riferimento per artisti, intellettuali, hipsters, insiders e giovani svedesi dai gusti accurati e dall’aria distinta. Con Our Legacy, Christopher, Jockum e Richardos raccontano una storia, partendo da un presupposto che è l’affermazione di un valore intrinseco al capo di abbigliamento, quello di essere portatore di un significato profondo e inestimabile, in quanto carico di connotazioni storiche; perché ogni oggetto, ogni dettaglio, ogni piega di un tessuto può raccontare il vissuto di una persona. Spesso un abito è l’unico ricordo tangibile che resta di un nonno, di una persona cara che non c’è più. E proprio sul fascino che può esercitare una mente matura con le sue storie da raccontare, sull’esperienza e sull’apprezzamento dell’invecchiamento pongono paradossalmente l’accento questi intraprendenti giovanotti che di esperienza ancora ne hanno poca, ma di intuito e gusto innegabilmente molto. Non si tratta di “vintage” o peggio, di “finto vintage”, anche se la sensazione è che questi abiti siano stati indossati da una generazione di gentleman d’altri tempi. Si tratta di un credo estetico ben più radicato. Di una ricerca precisa e instancabile. Della creazione di capi d’abbigliamento senza tempo, lontani anni luce dai trend e allergici alle date di scadenza. Si tratta dell’istituzione di un immaginario così dettagliato che finisce per riscrivere la storia di ieri senza averla realmente esperita, proprio come quando uno racconta una bugia così tante volte e con tale convinzione che finisce per crederci. Riscrivendo la storia di ieri Our Legacy guarda avanti, così avanti da far sua anche quella di domani. Senza riferimenti. Senza pretese. Senza orologio. E senza data di scadenza.
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Scritto il 1 giugno 2009 da Ilaria Norsa - Nessun commento »

Scott Ramsay Kyle SS09

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Ciao Scott, parlami della tua collezione per la primavera/estate 2009:
ha a che fare col mare e la vita da spiaggia; il look è casual ma di lusso e potrebbe andar bene per una festa su uno yacht a Dubai o una serata a bordo piscina sui tacchi alti.
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Scritto il 1 maggio 2009 da Ilaria Norsa - 1 commento »

One of Some by Petar Petrov Spring/Summer 2009

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Petar Petrov è un giovane designer bulgaro classe 1977 che dopo una laurea in arti applicate conseguita a Vienna, un po’ di anni passati a fare il costumista per spot pubblicitari e video musicali, una discreta gavetta presso Wendi & Jim e altri marchi del settore, nel 2003 ha fondando la sua label personale: “One of Some”. E ha fatto bene. Con la sua collezione per l’estate 2009 Petar ha voluto creare un’immagine estetica che fosse distaccata da ogni concetto ideologico. Ha così giocato sui contrasti, indagando il rapporto tra una cultura “alta” e “bassa” e rivisitando il confronto tra l’eleganza e la strada.

www.petarpetrov.com


Scritto il 1 maggio 2009 da Ilaria Norsa - Nessun commento »

Rachel Comey

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Intervista di Ilaria Norsa.

Ha cominciato vestendo David Bowie, che scelse una delle sue camicie per una celebre apparizione al David Letterman Show.
Ha continuato con Courtney Love, Kim Gordon, Maggie Gyllenhaal, Kirstend Dunst e Michelle Williams (praticamente manco solo io). Ma voi probabilmente non la conoscete ancora Rachel, vera perla della scena newyorkese amata tanto dalle sciure ingioiellate dell’Upper East Side quanto dall’universo artistico/musicale e dalle giovani downtown hipsters che non possono fare a meno di indossarne le creazioni per scorrazzare allegramente da un happening a un opening al concerto dei the-virgins-del-momento. Così ho democraticamente pensato sarebbe stato il caso di parlarvene: sono sicura infatti che appena darete un occhio ai suoi graziosissimi abiti ve ne innamorerete. E mi sarete eternamente riconoscenti – che non guasta. In pratica dunque, vi ho incastrati.
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Scritto il 1 maggio 2009 da Ilaria Norsa - Nessun commento »

Caitlin Mociun loves Morocco

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Ciao Caitlin, come va?
Tutto ok.

Che combini?
Un po’ di cose per me… è un periodo abbastanza rilassato. Credo che inizierò a stressarmi tra un mesetto.

Parlaci della tua collezione per la primavera/estate 2009:
E’ completamente ispirata al mio viaggio in Marocco dell’anno scorso. In quel paese i colori, le stoffe e i gioielli sono semplicemente meravigliosi; sono rimasta affascinata dai mercati e dal modo in cui le cose in vendita sono disposte, così una volta tornata a casa ho creato la mia collezione ispirandomi proprio a tutto questo.

Descrivila con tre parole:
colorata; spiaggia; brezze leggere.

Descrivi il Marocco con tre parole:
magico; Terra; radici.

La cosa più divertente che ti è capitata in questo viaggio:
sono andata in un Hammam tutta sola senza parlare una parola della lingua e sono stata lavata da una persona sconosciuta. Più che divertente come esperienza è stata strana…

E il momento più stimolante?
Perdersi nel mercato delle spezie.

Qual è la destinazione del tuo prossimo viaggio?
Copenhagen, poi Berlino, la Sardegna e infine Stoccolma.

C’è un posto del mondo che ancora non hai visitato e in cui vorresti fortemente andare?
Sì cavolo! La Nuova Zelanda e il Brasile.

Progetti per il futuro?
Libri!

www.mociun.com


Scritto il 1 maggio 2009 da Ilaria Norsa - Nessun commento »

BOY Spring Summer 2009

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Per il lookbook della collezione estiva di Boy, Scott Sternberg ha ritratto l’attrice e musicista Sarah Silverman all’interno del famoso Canter’s Deli di Los Angeles, storico 24hours diner situato sulla Faifax Avenue e aperto dal 1931. Dopo Michelle Williams e Kirsten Dunst, Scott ha dichiarato di aver scelto l’affascinante Silverman come musa e soggetto delle sue ormai celeberrime polaroid proprio perché completamente diversa da Kirsten Dunst e dunque in grado di dimostrare la versatilità della collezione. Il look è quel tipico “boy-meets-girl” – preppy, sexy e sbarazzino, fatto di blazer e gonne al ginocchio – che ci ha fatto innamorare di Boy; mentre le scarpe dal tacco killer e dai colori neon sono ancora una volta il frutto della fortunata collaborazione di Sternberg con Manolo Blahnik. A questo punto la curiosità di scoprire chi sarà la prossima fortunata “it girl di Boy” è forte.

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Scritto il 1 maggio 2009 da Ilaria Norsa - Nessun commento »

Casely – Hayford

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Intervista a Joe e Charlie Casely-Hayford di Ilaria Norsa.
Foto di Tyrone Lebon.

In un’era post-moderna in cui tutto é contemporaneamente “di moda” e “fuori moda” e in cui l’avanguardia più sfacciata finisce per apparire un cliché, Joe e Charlie Casely-Hayford hanno visto nella reinterpretazione delle forme classiche e nella loro decontestualizzazione la vera rivoluzione: partendo da componenti tendenzialmente classiche hanno dunque modellato una nuova estetica radicale fondata sulla dicotomia creata dall’ossessione per la Tradizione Inglese e l’Anarchia Britannica. E proprio su questa sinergia e sull’affinità per il concetto di dualità, questo non ortodosso duo della moda, formato da padre e figlio, ha costruito la forza di un brand nato nel 2007 ma con una straordinaria storia da raccontare. In esso il classicismo esiste in forma moderna, l’innovazione è raggiunta attraverso la tradizione e il passato è celebrato senza cedere il passo a nostalgia e sentimentalismi. Così Savile Row incontra Hoxton Square ed io mi imbatto in due gentiluomini del XXI, restandone conquistata.
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Scritto il 1 maggio 2009 da Ilaria Norsa - Nessun commento »

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