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Two Door Cinema Club – Tourist History

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Se ascoltando i Two Door Cinema Club non vi viene voglia di tornare adolescenti e formare una band che conquisterà il mondo probabilmente siete diventati dei trentenni cinici e disillusi. Tourist History è l’esordio fulminante di questo giovane terzetto di Bangor, Irlanda del Nord. Un concentrato di brani killer e melodie da capogiro, veloci ed immediate. Prodotti in modo superbo da Philip Zdar i TDCC non inventano nulla di nuovo ma riescono comunque ad entusiasmare. Ricordando Phoenix e Bloc Party, Vampire Weekend e Mystery Jets, Jack Penate e Passion Pit. Sensazionali.(Kitsuné)

http://www.myspace.com/twodoorcinemaclub


Scritto il 17 marzo 2010 da Marco Lombardo - Nessun commento »

Shout Out Louds – Work

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Nuovo disco per il quintetto di Stoccolma, il terzo, questa volta in compagnia di Philip Ek, produttore di Fleet Foxes e The Shins. Work, l’album della maturità, ci presenta Adam Olenius e i suoi compagni alle prese con l’età adulta. Rimangono inconfondibili le melodie nasali alla Robert Smith, accompagnate però da un impianto sonoro ripulito di ogni urgenza e turbolenza espressiva. Le dieci canzoni in questione scorrono omogenee ed eleganti, incastrate tra raffinati arrangiamenti di fiati e controllate accelerazioni ritmiche. Una nuova veste dai toni dimessi che non manca di affascinare. (Merge)

http://www.myspace.com/shoutoutlouds


Scritto il 15 marzo 2010 da Marco Lombardo - Nessun commento »

Two Door Cinema Club

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Intervista di Marco Lombardo. Foto di Piotr Niepsuj.

Segnalati dall’autorevolissima BBC Radio come uno dei gruppi da tenere d’occhio nel 2010 i Two Door Cinema Club stanno per pubblicare un delizioso album d’esordio, “Tourist History”. Sono sponsorizzati dalla Kitsuné e adorati dal popolo di internet. Li abbiamo incontrati allo Spazio 211 di Torino lo scorso febbraio, prima di un concerto fulminante, davvero sorprendente. Che siano destinati a diventare le nuove star dell’indie-rock britannico?

Chi sono i Two Door Cinema Club?
Alex Trimble, voce, chitarra e sintetizzatori, Kevin Baird, basso e cori, Sam Halliday, chitarra e cori.

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Scritto il 12 marzo 2010 da Marco Lombardo - Nessun commento »

The Ruby Suns – Fight Softly

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Si riaffaccia sul mercato la variopinta creatura neozelandese di Ryan Mcphun. Lasciato da parte per il momento il folk psichedelico e ipertrofico venato di world music che ce li aveva fatti conoscere, Fight Softly mostra una band impegnata a sperimentare un territorio decisamente più beat-centrico. Il cuore dell’ispirazione rimangono Brian Wilson e i suoi ragazzi da spiaggia teletrasportati però in uno studio televisivo impazzito arredato con suppellettili proto-digitali. Al centro della scena un gruppo alieno impegnato ad interpretare canzoni popolari provenienti da un’altra galassia. Weird-pop. (Sub Pop)

http://www.myspace.com/therubysuns


Scritto il 9 marzo 2010 da Marco Lombardo - Nessun commento »

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Intervista di Marco Lombardo. Foto di Mathias Sterner

I jj incarnano alla perfezione il misterioso passaggio dall’adolescenza all’età adulta. Si muovono in quella terra di nessuno, tra malinconia e speranza, dove il tempo disegna le forme di ciò che saremo mentre stiamo facendo i conti con il passato. Hanno ventanni e vivono a Goteborg, Svezia. In pochi mesi sono passati dai loro letti stropicciati e carichi di umori giovanili alle pagine dei siti e delle riviste musicali più influenti. Sono bastati un singolo, “Nº 1”, e un album, “Nº 2”, di appena 27 minuti, per gridare al miracolo. Il 9 Marzo la Secretely Canadian pubblicherà l’attesissimo seguito, “Nº 3”. Allora la trasformazione di queste due giovani crisalidi sarà irreversibile. E numericamente sempre più quantificabile… Sfuggenti al punto di essere impalpabili, hanno scatenato nella blogosfera una curiosità quasi morbosa, riconducibile a una semplice, atavica, domanda: chi sono i jj? In esclusiva, forse per la prima volta in assoluto, Joakim e Elin, si sono messi a nudo. Siamo orgogliosi che lo abbiano fatto per PIG.
Non riesco a crederci. Dopo tanti mesi, e numerosi tentativi andati a vuoto, sono in procinto di svelare i misteri legati a una delle band più sfuggenti che mi sia mai capitato d’incontrare. I jj sono il gruppo che ho ascoltato e seguito di più da Marzo 2009 quando, sul sito della Sincerely Yours, incrociai il video di My swag, my life: il primo, sorprendente, vagito di una creatura inafferrabile e dolcissima. Colto da un’emozione tutta nuova e cibernetica sono andato in fibrillazione la notte in cui ho ricevuto una mail senza oggetto ma dall’inequivocabile mittente, i jj appunto. Ho capito subito: l’attesa era finita. Il momento delle risposte a tutte le mie domande finalmente arrivato. E’ stato come trovarsi di fronte all’ultima puntata di Lost, prima di chiunque altro. Senza il temuto amaro in bocca di un finale deludente…Mi auguro sia la stessa cosa anche per la serie di JJ Abrams.. (Ecco che ritornano quelle iniziali).

Domanda atavica e primordiale. Chi sono i jj?
Joakim ed Elin.

Siete un duo quindi, me lo confermi?
J: Sì. La maggior parte del tempo.

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Scritto il 8 marzo 2010 da Marco Lombardo - 1 commento »

jj – Nº3

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Non è passato neanche un anno da quando i jj hanno incantato tutti con il loro album d’esordio Nº2. Uscito in sordina per l’etichetta dei The Tough Alliance, si è poi rivelato uno dei vertici musicali del 2009. Con Nº3 il giovanissimo duo di Goteborg torna sulle scene a tempo di record, alzando la posta in gioco: distribuzione internazionale grazie all’americana Secretely Canadian e tour negli States con gli xx.
Rimane immutata la straordinaria qualità della proposta: pop pastorale e balearico condito di ritmiche caraibiche e incursioni narcolettiche in territori R&B. Smells like teen spirit. (Secretely Canadian-Sincerely Yours)

http://www.secretlycanadian.com/artist.php?name=jj


Scritto il 3 marzo 2010 da Marco Lombardo - 1 commento »

Pearl Harbor – Something About the Chapparals

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Cocteau Twins e Lush rivivono nei corpi eterei di Piper e Sky, due sorelle teenager di Los Angeles. Beach pop in bassa fedeltà.(Mexican Summer)

http://www.myspace.com/pearlescentharbour


Scritto il 25 febbraio 2010 da Marco Lombardo - Nessun commento »

Nima

img179Intervista di Marco Lombardo. Foto di Paul Herbst.

Nima Nourizadeh da adolescente era fan degli Slayer e dei Morbid Angel. Oggi, dopo aver lavorato con adidas, Hot Chip, Lily Allen e Santigold, vorrebbe dirigere un video per un gruppo death metal. Incuriosito da ciò che potrebbe venirne fuori. E’ un talento trasversale che ama le sfide e si muove abilmente tra video e pubblicità. L’abbiamo raggiunto via telefono in quel di Londra, il primo giorno libero dopo due mesi passati a girare il nuovo segretissimo spot del colosso di origine tedesca.

Ciao Nima dove sei? Come stai?
Ciao sono a casa, a Londra, esausto. E’ un periodo molto impegnativo. Stiamo girando una nuova pubblicità, vengo da una settimana di riprese non stop. Ho due giorni liberi e poi andrò a Montreal per l’editing.

Di cosa si tratta?
E’ il nuovo spot dell’adidas, una produzione imponente.

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Scritto il 23 febbraio 2010 da Marco Lombardo - Nessun commento »

Small Black – Washed Out 7 Inch

smallblack-washedoutErnest Greene, una delle rivelazioni del 2009, trova nel quartetto di Brooklyn un probabile successore nel 2010. Magiche rivisitazioni d’autore. (Lovepump United)

http://www.myspace.com/smallblacksounds


Scritto il 23 febbraio 2010 da Marco Lombardo - Nessun commento »

Local Natives

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Intervista di Marco Lombardo. Foto di Paul Herbst.

I Local Natives sono originari di Orange County ma vivono a Los Angeles. Cinque ventenni che, una volta terminato il college, decidono di tentare il tutto per tutto e realizzare il sogno di una vita: registrare un disco. Vanno a vivere insieme e per un paio di mesi si dedicano soltanto alla musica. Scrivono undici canzoni, coverizzano i Talking Heads e partecipano al South By Southwest, il più importante festival di musica indipendente del mondo. E’ la svolta. Il pubblico li adora, la stampa inglese li nota e dopo qualche settimana firmano un contratto con la Infectious di Korda Marshall, discografico d’esperienza in libera uscita dal cartello delle multinazionali. Lo scorso novembre pubblicano per l’ etichetta indie britannica “Gorilla Manor”,, l’ album d’esordio, e attirano così l’attenzione della Frenchkiss, label che a Febbraio li distribuirà negli States. Proprio in quei i giorni i Local Natives saranno a Milano per la loro prima, imperdibile, data italiana. Come ingannare meglio l’attesa se non con un’intervista a Taylor Rice, uno dei fondatori della band californiana?

Ciao Taylor, dove ti trovi al momento?
Portland in Oregon. Siamo alla fine del tour americano, manca solo la data di questa sera. Ieri abbiamo festeggiato con le band che erano in tournée con noi, tutte di Los Angeles: gli Edward Sharpe and The Magnetic Zeros e i Fool’s Gold. Siamo andati avanti sino all’alba. Più tardi, dopo il concerto, partiranno per l’Inghilterra. Era l’ultima notte disponibile per sbronzarci tutti insieme. (Ride)

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Scritto il 12 febbraio 2010 da Marco Lombardo - Nessun commento »

Lindstrøm & Christabelle – Real Life Is no Cool

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Dopo le sperimentazioni monolitiche dal vago sapore prog dell’ ultimo album solista e il nuovo capitolo, tutto sommato deludente, della collaborazione con il fido Prins Thomas, torna a brillare la stella di Hans Peter Lindtrøm. Il norvegese fa comunella con la sensuale Christabelle e sforna il suo lavoro più pop. Elegante, sofisticato, inevitabilmente cosmico. Troviamo Moroder (Let’s Practise) ma anche Quincy Jones (Baby Can’t Stop) e qualche inattesa spruzzata di sonorità 4AD, mescolata al languore british dei Beloved (Let It Happen). Consacrazione? (Smalltown Records)

http://www.myspace.com/lindstromandchristabelle


Scritto il 10 febbraio 2010 da Marco Lombardo - Nessun commento »

Toro Y Moi – Causers of this

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Dopo Washed Out, Memory Tapes e Neon Indian, si chiude il poker d’assi di un nuovo sotto genere tutto Made In USA, ancora da definire: l’Hypnagogic pop/Glo-fi/Chillwave. Melodie sfocate, rigorosamente appoggiate su un morbido divano elettronico, ripreso in super 8. Sospiri lo-fi che sanno d’estate e adolescenze intrappolate in polaroid d’annata. Vecchi nastroni di musica New Wave, compact disc dei Boards of Canada e della Warp, mp3 di Panda Bear e Animal Collective. Il tutto suonato indossando uno paio di spessi occhialoni da nerd. Voglio Chaz Bundick come migliore amico. (Carpark)

http://www.myspace.com/toroymoi


Scritto il 9 febbraio 2010 da Marco Lombardo - Nessun commento »

Hot Chip – One Life Stand

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Abbiamo solo una vita a disposizione. E’ questo il concetto, semplice ed efficace, che il titolo del quarto disco degli Hot Chip sembra volerci suggerire. Troppo breve per sprecarla a scrivere dischi interlocutori. One Life Stand è l’ennesimo gioiello nella luccicante discografia del gruppo inglese. Il diamante dalla caratura più alta, se possible, in una collezione dal valore quasi inestimabile. Perfettamente in bilico tra pulsioni dancefloor e rifiniture melodiche d’autore. Immediato, appiccicoso, il più elettronico della loro carriera. Bollente! Maneggiare con cura. (Parlophone)

http://www.myspace.com/hotchip


Scritto il 6 febbraio 2010 da Marco Lombardo - Nessun commento »

Vampire Weekend – Contra

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Meglio dirlo subito: i Vampire Weekend ci sono riusciti. Non hanno deluso le attese, confermando le intuizioni del fulminante disco d’esordio. In Contra allargano addirittura la palette espressiva, mostrandosi un gruppo maturo, grazie agli inserti elettronici figli di Discovery, il piacevole divertissement, datato estate 2009, del tastierista Rostam Batmanglij. Le ritmiche caraibiche sono trascinanti come sempre ma s’innestano su brani con strutture più ricercate, senza perdere d’immediatezza. Dove la fa da padrone Ezra Koening, giovane Paul Simon scalzo e in efedrina. (XL Recordings)

http://www.vampireweekend.com/


Scritto il 4 febbraio 2010 da Marco Lombardo - Nessun commento »

Heartbreak

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Intervista di Marco Lombardo. Foto di Nacho Alegre.

Un attore sud americano e un tecnico di produzione anglo-francese s’ incontrano per caso in Argentina, sul set di una soap-opera controversa. Sebastian Muravchix, il primo, e Ali Renault, il secondo, condividono una passione viscerale per la musica disco degli anni ottanta, in particolare per la deriva nata nel bel paese, passata alla storia come Italo-Disco. Stanchi dell’ambiente televisivo abbandonano Buenos Aires e si trasferiscono a Londra, dove danno vita agli Heartbreak, una sensuale synth-band accolta con clamore dalla stampa d’oltremanica. Nel giro di pochi mesi attirano l’attenzione delle riviste patinate e di illustri colleghi, da Richard X a Little Boots, passando per la splendida Annie, rendendosi protagonisti di un’ascesa fulminante. Li abbiamo intervistati per voi.

Cosa vi ha spinto a dare vita agli Heartbreak?
Ali: La curiosità di assistere al risultato della fusione di due personalità molto diverse tra loro, accomunate da una passione viscerale per i sintetizzatori e la disco-music. Volevamo infiltrare la scena mainstream del pop con la nostra formula magica.

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Scritto il 2 febbraio 2010 da Marco Lombardo - Nessun commento »

Yeasayer – Odd Blood

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Tornano gli Yeasayer, l’imprevedibile gruppo di Williamsburg (NY) che ci ha sorpreso nel 2007 con All Hour Cymbals, miracoloso pastiche pop in salsa world-prog-aor. In Odd Blood queste strane creature onnivore si presentano ancora una volta in stato di grazia, rimescolando però le carte come croupier impazziti. Il tavolo da gioco è infatti un bazar colorato di mazzi di ogni genere. Il disco si apre con un numero che ricorda Kid A e le escursioni vocali di Karin Dreijer (The Children). Prosegue in totale “Peter Gabriel mood” con il singolo Ambling Alp, per poi incantarci con Madder Red, splendida ballata alla Toto. Non mancano le pause in cui i nostri eroi danno libero sfogo agli impulsi più sperimentali (I Remember, Love me Girl), ed ecco che si lanciano di nuovo in perle apocalittiche, dove immaginano Prince a braccetto con gli Animal Collective (One) o gli Outkast alle prese con un funk millenarista e retrofuturibile (Mondegreen, Rome). Irriverenti e geniali. E’ arrivata la fine del mondo? (Mute)

http://www.myspace.com/yeasayer


Scritto il 2 febbraio 2010 da Marco Lombardo - Nessun commento »

Matias Aguayo – Ay ay ay

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Matias Aguayo è nato in Cile ma musicalmente è cresciuto nella Colonia degli anni novanta, quella che ha dato i natali alla Kompakt. Proprio sulla label tedesca ha esordito nel 2002, in compagnia di Dirk Leyers, con i Closer Musik, esperimento cerebral pop di pregevole fattura. Oggi torna in versione solista con un funk elettronico sensuale e terzomondista. Anello di congiunzione ideale tra l’eleganza formale mitteleuropea e l’imprevedibilità africana o sudamericana. Loop etnici e circolari s’innestano su strutture ritmiche minimali, compiendo il miracolo.(Kompakt)

http://www.facebook.com/pages/Matias-Aguayo/17836647687


Scritto il 17 dicembre 2009 da Marco Lombardo - 1 commento »

Delphic – Acolyte

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Vengono da Manchester e dalla città, un tempo popolata di gente abituata a fare festa 24 ore su 24, ereditano l’amore per la pista da ballo. Una passione che si esprime con sonorità plumbee ed industriali, prodotte a puntino da Ewan Pearson. Nelle dieci canzoni che compongono questo album di debutto troviamo i New Order e l’Hacienda ma, senza andare troppo indietro nel tempo, incontriamo anche i Block Party, i Chemical Brothers più rockettari, gli Underworld e ovviamente gli Stone Roses. I singoli non mancano come i momenti più epici e riflessivi. Thumbs up!(Chimeric)

http://www.myspace.com/delphic


Scritto il 11 dicembre 2009 da Marco Lombardo - Nessun commento »

Letting Up Despite Great Faults – Letting Up Despite Great Faults

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I Letting Up Despite Great Faults sono in quattro -tre maschi e una femminuccia- e vengono da Los Angeles. Chi l’avrebbe mai detto… Non tanto per quell’aria da musicisti di provincia: è la loro musica a suggerire altre location. Lontane dalle luci di Hollywood e dalla confusione del Sunset Boulevard. Li immagineresti originari della campagna inglese o del Midwest più rurale. Come dei Radio Depth cresciuti nel posto sbagliato o dei Postal Service in attesa di una giornata di pioggia. Che tempo fa? Autunnale direi.(Self released)

http://www.myspace.com/lettingup


Scritto il 10 dicembre 2009 da Marco Lombardo - Nessun commento »

Beach House – Teen Dream

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C’è una casa sulla spiaggia dove non batte mai il sole. Qui s’incontrano fantasmi adolescenti senza passato. Anime in controluce che parlano d’amore e di speranza. Giocando a carte con il destino, senza fissarlo mai negli occhi. Si accarezzano leggeri. Lo sguardo rivolto verso la finestra. La mano sull’anima. Victoria Legrand e Alex Scally disegnano paesaggi sonori sospesi, con grazia impalpabile. Luoghi onirici abitati da spettri malinconici, che evocano Mazzy Star, Galaxie 500 e Velvet Underground. Fermando il tempo e i battiti del cuore. File under: Soulgaze. (Bella Union)

http://www.myspace.com/beachhousemusic


Scritto il 4 dicembre 2009 da Marco Lombardo - Nessun commento »

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