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Ways of Seeing

Zhara mylar

Per chi non lo sapesse io sono sempre stato innamortato di Swoon, della sua poetica street e del suo percorso artistico, che va ben al di là della semplice arte da strada. Non l’ho mai incontrata di persona, ma penso che non perderò l’occasione di andare a Londra tra domani (l’opening è a inviti) e il 23 luglio a vedere questa mostra che ospita lei e altri due artisti interessanti, Brian Adam Douglas e Matt Small. Alla Black Rat Gallery.

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Le stanze di Los

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Fernanda Veron ha una sensibilità millenaria, proveniente forse da un retaggio fatto di fuoco, sangue e vastità _ è argentina.
Sua è la capacità di trascinarti nel suo mondo, per poi lasciarti lì ammaliato, come se null’altro esistesse eccetto le sue nuvole (dall’alto contenuto simbolico), incurante dei venti di tempesta e della bonaccia _ ebbro della visione.
Suo è anche l’uso di icone che appartengono all’immaginario comune, perse nel tempo e nella memoria collettiva _ quando si guardavano le nuvole, quando si giocava a “mondo”…
“Le stanze di Los” è la sua mostra personale e rappresenta la fine di un percorso, è anche in questi frangenti che si nota l’Artista: il suo percorso appartiene a tutti _ è uno specchio dentro al quale vediamo noi stessi.
Dal 25 giugno al 20 settembre alla galleria Dora Diamanti arte contemporanea _ Roma

Ps: Fernanda ha anche partecipato al nostro Whaleless, la sua balena si vede QUI

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Bici bamboo

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Non credete a chi vi spaccia biciclette elettriche come ecologiche. Cosa c’è di meno inquinante di un mezzo a pedali? Nulla? In realtà si sta diffondendo, soprattutto oltreoceano, la moda delle biciclette col telaio in bambù, quindi meno zinco, meno alluminio e più natura. La cosa particolare è che sono anche belle e si possono costruire da soli, in molti vendono kit fai da te o organizzano corsi. Le attendiamo presto anche qui. Si piegano ma non si spezzano.

bamboobikestudio.com

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Branco di Lupi

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l design finlandese è spesso fatto di legno, natura e paganesimo. Teemu Järvi non è da meno. Quello che Teemu propone a Playful, fiera del design newyorkese, sono una serie di scatole modulari, solo in apparenza grezze. Il gusto finnish è deciso, ma le decorazioni vengono incontro anche a chi vive lontano dai laghi e dalla natura. Per lupi suburbani.

www.jarvi-ruoho.com


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Palazzo del raccolto

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Si chiama Harvest ed è il progetto della prima fattoria della metropoli 2.0. quanto cambieranno le città nel futuro non possiamo immaginarlo, seppur abbiamo qualche fugace illuminazione, ma di sicuro ci saranno molte costruzioni che legheranno a doppio filo passato e futuro. Questo progetto di Romses Architect ne è prova e premonizione. Sembra un museo ma sono campi coltivati. Ne sorgeranno molti, sempre se sopravvivremo a macchie solari e profezie maya varie…

www.romsesarchitects.com


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Cactus da accarezzare

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Non vi è mai capitato di sentirvi soli alla scrivania? Sì, c’è Facebook, Skype e altri social network o sistemi di interazione virtuale. Ma a volte non bastano, la solitudine si combatte anche con una presenza reale, seppur silenziosa. Forse da questo punto è partito il progetto Domsai di Matteo Cibic. Piccoli bonsai da compagnia, con caratteristiche e caratteri diversi. Ognuno ha un’anima differente dalle altre, in prezioso vetro. Nutriteli, accuditeli, accarezzateli.
www.monotono.it


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E luce fu

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Un incrocio tra una snowball e una città immaginaria dei fratelli Wachowski, ecco cosa mi sembrano queste lampade ideate dal John Pomp Studio. Il vetro e la luce sono all’origine delle cose se si pensa simbolicamente all’atto di soffiare dentro un globo infuocato di minerali cristallini. Nulla di più contemporaneo, mi vien da dire. Che sia questo passato che ci riserva il futuro, nel suo eterno ciclo di ritorni? Essere soffiati o soffiare. www.johnpomp.com


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Hour of Darkness

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Dopo aver invaso il mondo, tanto che non se ne può più, con milioni di pezzi di bambolotti da collezione in vinile, la new pop art generation sta esplorando nuove vie. Tra tutti c’è un artista tedesco, Stefan Strumbel, che ha avuto un’intuizione con una marcia in più. Recuperare i vecchi orologi e cucù e rivisitarli, rivestirli, con i classici temi dell’arte low brow. Tradizione e innovazione fuse nello scoccare della mezzanotte, con una rondine sanguinante o un cervo zombie che escono dalla loro tana per avvertirci del tempo che passa. Inesorabile. 

deine-heimat.blogspot.com

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Tarantula

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I mostri i giapponesi li hanno proprio nel cuore. Non si spiega in altro modo il perché per festeggiare i 150 anni dall’apertura del porto di Yokohama, abbiano dovuto chiamare due ragni meccanici giganti. Le megalitiche creature sono opera dei francesi la Machine, specializzati nella costruzione e nell’animazione di spettacolari creature giganti. Arriverà anche questa volta Godzilla a difendere la terra del Sol Levante?
event.yokohama150.org/en


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Fino alla fine della mente

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Tra Philip K. Dick e Wim Wenders. La tedesca Neurotronics ci porta a un nuovo livello di relax device. Laxman Innertainment System è un innovativo, quasi fantascientifico, sistema di stimolazione mentale. Funziona come un lettore Mp3, ci sono già inserite musiche, ma se ne possono aggiungere facilmente, a cui sono stati aggiunti degli speciali occhiali che emettono impulsi luminosi. L’effetto è quello di vedere “con la mente” un caleidoscopio luminoso, mentre si ascolta musica o suoni naturali; le onde emesse, a seconda dell’intensità voluta, stimolano diversi gradi di relax. C’è chi starebbe lì per ore. Il futuro è arrivato.
www.neurotronics.eu

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Whaleless a Roma

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Il tour di Whaleless è giunto alla sua sesta tappa, la settimana scorsa ha inaugurato a Roma, alla Temporary Love Gallery, fino al 6 luglio. Come ormai è usanza, ogni mostra è un upgrade rispetto alla precedente e ci sono state varie new entries; per la prima capitolina hanno contribuito: Aurélien Police, Giuliano Sale, Kokomoo, Lostfish, Chris Von Steiner, Comoseta, Mimi S (Courtesy of Strychnin Gallery), Angie Mason (Courtesy of Strychnin Gallery), Zoe Lacchei, Francesco Viscuso, Fernenda Veron, Alessia Cocca, Stella Tasca, Francesco D’Isa, Japi Honoo, Anonymous Art, Edoardo Belinci, Oto, Pierpaolo Perilli, Andreco, Michelangelo Arista e Zaelia Bishop. Potete vedere tutto qui. Come al solito una parte del ricavato andrà alla Whale and Dolphin Conservation Society.

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Giochi d’Acqua

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Abbiamo già affrontato in questa rubrica idee semplici, ma geniali, al servizio dei poveri. Questa ne è un’ennesima prova. Nei paesi poveri spesso l’acqua potabile è un problema serio e senza soluzione. Carenza e malattie sono all’ordine del giorno. Quelli di Playpump hanno trovato un uovo di Colombo. Una pompa che funziona con l’energia dei bambini che giocano. L’acqua viene pompata dalle profondità della terra attraverso una piccola giostra girevole (“girello”, n.d.r.) senza bisogno di elettricità o eccessivi sforzi fisici. Ne vogliono installare 4000 entro il 2010. Aiutiamoli. L’acqua malsana è responsabile dell’80% delle malattie in molte nazioni africane.

www.playpumps.org

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Books 4 books

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La mia fissa per le librerie prosegue con Book Book Shelf, una brillante idea di riuso. I libri che non leggiamo o consultiamo più diventano lo scaffale su cui mettere quelli che ci interessano. Molto semplice e di grande effetto, oltre che sostenibile, che sembra essere la nuova parola d’ordine del design, anche se credo che alla fine i prodotti davvero “green” siano davvero pochi. Riusare dovrebbe essere l’imperativo.

www.not-tom.com

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La musica mette le alii

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Nokia qualche tempo fa ha lanciato un concorso per giovani designer. L’intento era di far creare cuffie per ascoltare la musica. Sicuramente tra le più interessanti ci sono queste di Rodshakur, ispirate a “I Believe I Can Fly” di R Kelly. Si chiamano “I’m flying” e sono degne di Zeus, Apollo e di tutto l’Olimpo. Personalmente non reggo molto gli auricolari per ascoltare la musica, troppe interferenze. La speranza è che qualcuno le metta in commercio presto.

www.nokiamaheadsetdesign.com

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The medium is the future

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Come sarà la vita in un futuro a medio termine? Una possibile risposta arriva dalla Danimarca. Radiant Copenhagen è un progetto che integra Google Maps alla tecnologia Wiki e una fantasia dirompente. La città, la sua vita e la sua società sono stati ricreati in un futuro non troppo lontano, tra festival di arti lontane, nuove sedi di utopiche compagini politiche, scuole ideali…. Il tutto spiegato illustrato come fosse storia vissuta. Un intrigante e spaesante progetto di architettura sociale. Così sia.

radiantcopenhagen.net

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3×3

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Un cubo bianco denominato Paco, nomignolo piuttosto rassicurante, sottende quello che per molti potrebbe essere un incubo claustrofobico, per altri un sogno, tipo fare l’astronauta. Paco è un progetto sperimentale che elabora un nuovo stile di vita, bianco, razionale e 3×3. Numero perfetto, ma lo sarà per vivere? Tutto è compresso, cucina, camera, bagno e pure una stanza per gli ospiti. Il progetto, naturalmente, è giapponese, di Jo Nagasaka e dello Schemata Architecture Office. Sarà come vivere su un modulo lunare. O in un film. Oppure in una qualsiasi metropoli tra qualche anno.

www.sschemata.com

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L’ora mimetica

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Gli orologi ormai sono diventati un accessorio di lusso. La produzione di massa è crollata e la conseguenza, forse per fortuna, è stata l’innalzamento della qualità e dell’originalità. Questo Faceless di Hironao Tsuboi ne è un esempio. All’apparenza è un braccialetto, nelle cui pieghe, in realtà, sono nascosti dei Led che illuminano l’ora quando richiesto o ad intermittenza. L’idea è originale e fascinosa. Come se fossimo noi a controllare il tempo che scorre e non viceversa…
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City puma

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Qualche anno fa il Segway era stato annunciato come un’invenzione in grado di trasformare le nostre città e il nostro modo di vivere nel giro di pochi anni. Ciò non è stato, per il prezzo troppo alto, per problemi burocratici e perché, secondo me, non tutti sono dotati dell’equilibrio necessario per usarlo. Ora ci riprovano, in collaborazione con la barcollante General Motors, con Puma (Personal Urman Mobilità & Accessibility). Sembra uno scooter ma non lo è, sicuramente più intuitivo da manovrare e annunciato in modo meno roboante. Vedremo tra qualche tempo se ce la faranno.

www.segway.com/puma

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Golden Age

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Daniel Loves è un giovane designer residente a Singapore. La sua peculiarità è di creare oggetti belli, originali e con una profonda critica sociale. Come la serie “Of War & Wits & Power”, forse ispirata alla corsa al nucleare della Nord Corea e le lampade di “At Your Command”, che mettono a nudo la desolazione e la solitudine della vita contemporanea. Potrebbero essere uscite da un film di Wong Kar-Wai. Una nuova età dell’oro è alle porte, nella quale il prezioso metallo rappresenta non un sogno, ma un incubo. O forse ne siamo alla fine. Lo capiremo presto.

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Boogie

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Intervista di Giovanni Cervi. Foto di Ale Formenti.

L’eloquenza delle immagini è talmente alta e vasta che non ci sarebbe bisogno d’altro. Boogie è un giramondo d’eccellenza, che getta sguardi su una realtà cruda e disordinata, stranamente affine in tutte le città e situazioni diverse nelle quali si è trovato. Anche dietro l’angolo di casa nostra. A Milano ha presentato, alla galleria Avantgarden, acclamato, una realtà della capitale lombarda familiare a tutti, ma osservata con occhio diverso e acuto, frutto di soli cinque giorni di lavoro. Come fosse un Olimpo decadente, ricco di semidei decaduti e luoghi sacri in decomposizione.

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