Minchi17 Febbraio 2006 Arte, Interviste
Guida universale per innamorati in acido. |
Jillian Ann17 Gennaio 2006 Cinema, Interviste, Moda, Musica
My dopingirl. Jillian Ann (www.jillianann.com) è una giovane fotomodella, cantante e attrice di New York; per Pig l’ha incontrata la stella dell’arte digitale pop russa Dima Mishenin (www.dopingpong.com), grande fan e sostenitore di questa giovane artista underground, che ha cercato di sapere tutto su di lei e su quello che ha fatto nella sua vita. |
Sara Lando17 Gennaio 2006 Fotografia, Interviste
A world without gravity. Ci sono persone che sembra subiscano una forza di gravità diversa da quella del resto della specie umana. Non sembrano schiacciate dal peso di chilometri cubi di aria inquinata che gravano sulle spalle e sulla testa di tutti noi. Non sembrano ingobbite dalla vita. Hanno meccanismi in testa semplici, come i nostri, ma meravigliosamente più lucidi. Forse una volta eravamo tutti capaci di fare salti altissimi e vedere il mondo da angoli nascosti, come fossero supereroi… |
Viktor Wynd13 Gennaio 2006 Arte, Interviste
La struttura della perversione |
Sanchez Brothers in Mostra3 Settembre 2005 Eventi, Fotografia
link sanchez bros: www.thesanchezbrothers.com |
Helen Nodding3 Luglio 2005 Arte, Interviste
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SerraGlià2 Luglio 2005 Arte, Interviste
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Francesca Vignali2 Luglio 2005 Moda
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Insect19 Giugno 2005 Arte, Interviste
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Ryan Obermeyer21 Aprile 2005 Arte, Interviste
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Intervista tratta dal numero 38 di pig magazine del mese di dicembre/gennaio
Intervista tratta dal numero 37 di pig magazine del mese di novembre
Intervista tratta dal numero 37 di pig magazine del mese di novembre
Intervista tratta dal numero 37 di pig magazine del mese di novembre
C’è una generazione di artisti che usa l’estetica pop per destabilizzare il sistema e/o puntare il dito verso l’ossessione per i rituali necessari per essere accettati dalla società dei “normali”. Penso a Erwin Olaf, Floria Sigismondi, Douglas Coupland…e ai Sanchez Brothers. Jason e Carlos sono gli enfants terribles della fotografia contemporanea, le loro immagini sono grandi poster il cui intento è colpire. Non tanto chi le guarda e basta, ma chi guarda e pensa. Nella mostra alla Torch Gallery di Amsterdam presentano una loro ricerca sulle famiglie con segreti terribili, sull’alienazione e sulla solitudine.
Natura morta con fiaba. C’era una volta un muro, uno di quelli vecchi, scrostato e segnato dal tempo e dalle intemperie. Ora quel muro è diventato un mondo, un cielo e una terra per le microinstallaziomi di Helen Nodding. E’ lei che ha le chiavi per trasformare il cemento e i mattoni in porte magiche per entrare nelle sue case per insetti.
Città d’arte street. Una tag ci porta a un muro, un muro ci porta all’arte street, l’arte street ci porta alle strade, le strade ci portano ovunque, ovunque ci porta l’arte, l’arte ci porta a nuovi concetti, i nuovi concetti ci portano a SerraGlià.
Summer days, topless nights. La prima cosa che mi viene in mente pensando alle mutande è un ricordo lontano, un amore passato. La seconda è Gigi la Trottola. La terza è il mercato delle mutande usate, e quelle persone che le annusano non lavate. A volte cerco di immaginarne i volti. Mi sento corrotto. Forse non ho un bel rapporto con le mutande. Prima di incontrare Francesca mi sono chiesto: ma come sarà una tipa che fa delle mutande? E’ arrivata che ne aveva una borsa piena, le vuoi vedere?, mi fa. Certo rispondo io. Ne tira fuori una manciata e io me le giro e rigiro. Sono tutte colorate, di stoffe diverse, con fronzoli vari. E non le fa per venderle, non ancora, almeno. Ma forse è così che nascono le grandi cose. Qualcosa ti spinge a fare e a rifare e poi ti accorgi che è la tua vita. Forse è così anche per Francesca…
Ryan Obermeyer esercita un fascino malato sulla mia mente, come forse solo la Regina delle Nevi l’ha fatto. Si tratta di illustrazioni di fiabe del futuro, classici ancora in divenire, che parlano di un tempo che un giorno sarà lontano, ma che oggi è qui. Almeno è questo che mi pare, ma forse nemmeno lui lo sa, ancora.