Leggi gli articoli di Giovanni Cervi:




Prisonbound

Immagine-1
In questo mondo di ladri qualcuno ha mai pensato a come si arreda la cella di una prigione? Come si ottimizza lo spazio? Dove si mettono le cose? Il design dove lo mettiamo? E la prossemica (la scienza di rendere i luoghi accoglienti)? Ecco un bellissimo progetto fotografico di Juergen Chill che rende giustizia agli appartamenti dei carcerati.
www.juergenchill.com


Scritto il 20 maggio 2010 da Giovanni Cervi - Nessun commento »

Crystal paper

behar_amplify2
Yves Béhar sì è ispirato ai cristalli Swarovsky, un prodotto upperclass per eccellenza, per la sua nuova linea di lampade. Sembrano pietre dure, ma sono fatti di carta, led e materia riciclata. Purezza fatta luce, dopo il carbone fatto diamante.

www.fuseproject.com


Scritto il 13 maggio 2010 da Giovanni Cervi - Nessun commento »

Grow with you

13_t-shelf-034

Ecco un pezzo di arredamento che cresce insieme a noi. Questi scaffali triangolari, T.Shelf di J1studio, sono stati creati per soddisfare uno stile di vita basato sul nomadismo. Supporti per libri e altro, che non hanno nemmeno bisogno di viti e chiodi. Modular life.

www.j1studio.com


Scritto il 7 maggio 2010 da Giovanni Cervi - Nessun commento »

Crane

Picture-3
Studio Job è un caso isolato. Hanno due siti internet, ma lì si trova solo l’indirizzo email. Eppure fanno lavori meravigliosi, giochi raffinati e neri. Misteriosi. Forse a ragione, in un mondo in cui si può diventare futili star del web in pochi click. Studio Job, invece, ha molta sostanza. Molta.

www.studiojob.nl


Scritto il 6 maggio 2010 da Giovanni Cervi - Nessun commento »

Personal flight

Nasa-tailsitter
Sembra uscito da robottino. In realtà è il progetto di un ingegnere aerospaziale della Nasa, Mark Moore. Si chiama Puffin, e cercate l’animazione del volo su youtube. Amazing. Non è moto pesante, 136 kg, va a batterie e raggiunge i 241 km all’ora. Un po’ elicottero e un po’ biplano. Il retrofuture è qui e ora.

www.nasa.gov/topics/technology/features/puffin.html


Scritto il 4 maggio 2010 da Giovanni Cervi - Nessun commento »

I see the light

dima-loginoff-bless-you-lamp
Tra tensione spirituale e ribellione iconoclasta. Il minimalismo monasteriale di queste piantane colpisce forte. Si chiamano “Bless you lamp” e arrivano dalla mente (o dall’anima?) del designer russo Dima Loginoff. Per tutti quelli che cercano un rifugio spirituale nel soggiorno di casa.

www.dimaloginoff.com


Scritto il 29 aprile 2010 da Giovanni Cervi - Nessun commento »

Grass charger

4373671547_d1dde24aab_o
Un tavolino con un prato sopra che ricarica organicamente l’energia delle nostre dipendenze tecnologiche. Affascinante progetto di Nectar Design, Volt Charger è una speranza, forse l’ennesima, nel mondo del design sostenibile. Come per gli altri, la speranza è che attecchisca. Il tempo dirà se è destinato a morire.

www.nectardesign.com


Scritto il 28 aprile 2010 da Giovanni Cervi - Nessun commento »

Contemplating the void

CTV-AnishKapoor-main
Suggestiva mostra di architettura insostenibile al Guggenhaim Museum di New York. Vedere il vuoto come forma piena e come simbolo decadente di perdita di stabilità. Kenofobia, paura del vuoto, allo stato puro ed essenziale. Forse l’inizio di una nuova direzione architettonica? Nella foto la visione di Anish Kapoor.

www.guggenheim.org/new-york/exhibitions/on-view-now/contemplating-the-void


Scritto il 20 aprile 2010 da Giovanni Cervi - Nessun commento »

Sit hole

OOoo08
L’idea è molto semplice: abbandonare panchine e sedute varie aprire buchi per sedersi sull’orlo. Come guardare già da un abisso con le gambe a penzoloni. L’idea, molto urbana, è di Decker Yeadon, studio di New York e ha l’iconografico nome di OOoo Chair. Provare per credere.

www.deckeryeadon.com


Scritto il 20 aprile 2010 da Giovanni Cervi - Nessun commento »

Wate_ring

design
Un po’ come se un esploratore marino indossasse una medusa di metallo dal peso di 70 kg. O una persona dormisse con un sogno di metallo appeso sopra la testa. Aequorea si getta in una nuova dimensione spazio tempo, Matali Crasset ne è ne è la creatrice onirica. Novella Orfeo che ci protegge in una gabbia metallizzata.

www.matalicrasset.com


Scritto il 16 aprile 2010 da Giovanni Cervi - Nessun commento »

Confession

SLOTT-_Levy__0173bpress
Non sempre è facile comunicare. A volte se non ci si guarda negli occhi è più immediato. Altre si ha il bisogno di confessare, per liberarsi di un peso, con la speranza che bastino cinque Ave Maria. La vita è complicata e a volte serve un quid in più che la renda semplice, almeno nelle apparenze. Arik levy forse ha fatto questo ragionamento. Forse no. Va comunque onorato per questa Confession.

www.ariklevy.fr


Scritto il 13 aprile 2010 da Giovanni Cervi - Nessun commento »

Furry recycle

01_Hairy-chair_Charles-Kaisin
Si chiama Hairy Chair ed è ideata da Charles Kaisin, designer francese emerso all’alba del nuovo millennio. Charles è specializzato in oggetti che fanno del riciclo e del movimento la loro forza strutturale, con un gusto e una fattura che oltre la media dei lavori di questo tipo che vediamo in giro. Cut your chair!.

www.charleskaisin.com


Scritto il 13 aprile 2010 da Giovanni Cervi - Nessun commento »

Creative commons design

09_Hamachi_Jacob&Line
Operazione interessante. Un collettivo di designers ha deciso di uscire dalle dinamiche della produzione industriale seguendo una linea artigianale e quasi copyleft. Tutti gli oggetti sono corredati da piani per essere prodotti in casa da chiunque, lasciando la libertà di migliorali. Questo contenitore da cinque scaffali di Jacob & Line ad esempio. Do it yourself.
www.design-uncovered.com


Scritto il 9 aprile 2010 da Giovanni Cervi - Nessun commento »

Old school

stillergefährte_four_neu
Stiller Gefahrte è un progetto del designer tedesco David Olschewski che riprende la grande storia del design italiano, quando si univano vecchi particolari (soprattutto del mondo contadino) e nuovi usi oricollocazioni, Castiglioni ad esempio. Tra omaggio e storia, non si dimentica da dove vediamo. Ma con cervello e gusto.
www.davidolschewski.de


Scritto il 30 marzo 2010 da Giovanni Cervi - Nessun commento »

Lean on me

007
Cosy è una lampada in edizione limitata realizzata da Andreas Saxer. Produce una luce radiale, d’atmosfera intima e calda, e si appoggia ai muri grazie a una “gamba” in più rispetto alle solite piantane, che sono un po’ zoppe di solito. Si spegne tirando il filo, un po’come fare un dispetto a un animale domestico.

www.andreas-saxer.com


Scritto il 29 marzo 2010 da Giovanni Cervi - Nessun commento »

Cristal garden

ROCK_103B_MG_0903_th
Per chi ha amato, come me, il romanzo di James G. Ballard “Foresta di cristallo” questi vasi di Jin Kuramoto sono una fissa. Si chiamano Rock e uniscono la tradizione giapponese dell’ikebana alla tecnologia modera fino ad arrivare a una visione mutante del mondo futuro. Combinabili in modi diversi, scenari possibili di un tempo lontano, passato o futuro che sia.

www.jinkuramoto.com


Scritto il 27 marzo 2010 da Giovanni Cervi - Nessun commento »

Crisi deluxe

famiglia-grande_08_yu9VG_22976
Di questi tempi molti manger son rimasti per strada. La provocazione di Kacey Wong è Famiglia Grande, una piccola casetta da homeless dotata di molti confort. Tra arte, attivismo e design sociale, Kasey punta il dito sullo sfacciato stile di vita che le metropoli ci costringono a fare. Un po’di insana follia stillata in un bicchiere di Martini.

www.kaceywong.com


Scritto il 25 marzo 2010 da Giovanni Cervi - Nessun commento »

Flock of lights

FLY_DRIFT_3
Definirlo lampadario è poco. Quello che ha fatto lo studio Drift è un complesso sistema di luci e sensori che reagiscono ai movimenti e all’ambiente come farebbe un branco di pesci o uno stormo di uccelli. Possono essere programmate con differenti DNA virtuali per farle reagire in modi diversi agli stimoli esterni. Sembrano esseri degli abissi. O abitanti delle code di comete. Incantevoli.
www.designdrift.nl


Scritto il 23 marzo 2010 da Giovanni Cervi - Nessun commento »

Lost in the sky

4310580453_b8510d5556_b
Lusso e stile verticale. Guardare dall’alto al basso stando in piedi. Nuove tecnologie. Molto spazio e pochi ospiti. Questo sarà uno dei nuovi modi di viaggiare ideato dallo studio Seymourpowell, una sorta di grande hotel/resort viaggiante, come un grande prisma luminoso nel cielo. La magia del futuro.

www.seymourpowell.com


Scritto il 22 marzo 2010 da Giovanni Cervi - Nessun commento »

Kehinde Wiley

kehinde02
PIG Magazine for PUMA. Intervista di Giovanni Cervi

Nel gelido inverno berlinese è quasi uno shock termico incontrare Kehinde Wiley e parlare di cultura afro, Nigeria e dei prossimi mondiali di calcio sudafricani. (diciannovesima edizione, dall’11 giugno all’11 luglio). Siamo al Bread & Butter e Kehinde è qui per presentare la collezione primavera/estate 2010 di PUMA, della quale ha curato i pattern grafici. L’artista americano è una delle giovani promesse dell’arte d’oltreoceano. Il suo stile è definito “urban”, nella sua pittura lega motivi grafici, colori forti e ritratti di persone quasi sempre scelte in strada, messe in pose che richiamano i capolavori dell’arte passata. Kehinde cerca di trasportare su tela la cultura afroamericana di oggi, un mondo complesso e per molti versi sconosciuto, che va ben oltre lo star system hip hop che tutti abbiamo ogni giorno sotto agli occhi. La convocazione di Kehinde nel team creativo PUMA è stata un modo semplice ed efficace per unire i mondi dello sport e dell’arte al continente Africano. PUMA infatti sponsorizza 12 nazionali di calico africane e, in vista dei prossimi mondiali, ha deciso di allargare il campo attraverso prodotti lifestyle, ecologia e arte. La nuova collezione PUMA Africa è incentrata sulle grafiche di Kehinde su prodotti di abbigliamento, accessori e calzature. L’Africa Unity Kit è invece la terza divisa delle nazionali vestite da PUMA, attraverso le sue vendite si sosterrà il programma Play for Life, teso a salvare la biodiversità in un continente che ha più specie a rischio che simulazioni nelle aree di rigore del nostro campionato. Il terzo passaggio sono i ritratti che Wiley ha fatto agli ambasciatori del calcio africano, Samuel Etò del Camerun, John Mensah del Ghana e Emmanuel Eboué della Costa d’Avorio, che saranno visibili al PUMA Lifestyle Showroom a Milano durante il Salone del Mobile, dal 14 al 19 aprile. Penso sia una scelta coraggiosa quella di PUMA, parlare di Africa oggi significa anche parlare, seppur di riflesso, di povertà, di guerre, di fame, di sfruttamento delle risorse ed ecologia. Al contempo è fare un tributo a un continente che è stato una delle culle della nostra civiltà, che ha una colorata vitalità e passionalità. Benvenga l’unione di mondi così apparentemente lontani, la scelta di unire moda e profondità sociale ed ecologica, l’uso di colori in un pianeta sempre più grigio. Prepariamoci a una primavera cromaticamente esplosiva nel segno di PUMA e Kehinde.

Ciao Kehinde, ci puoi dire come è iniziata la tua collaborazione con PUMA?
E’ tutto nato tramite il dolore che emerge dalla black american street culture ed è al centro di quello che faccio come artista. Viaggiando per il mondo ho iniziato ad interessarmi di decorazioni. Ho fatto un progetto di decorazione di vasi cinesi quando ero a Pechino, poi ho fatto progetti in Africa, in Senegal, in Nigeria.. lì ho usato dei tessuti. Ero interessato al mondo tessile e a usarlo sulle mie cose, delle pellicce colorate ad esempio, mixate con un tocco africano. Era una cosa tra me e i miei amici più che altro. Alcuni brand mi hanno avvicinato interessati, ma ho scelto PUMA per la sua idea di fare questa celebrazione della coppa del mondo ci calcio che sarà in Sud Africa, incentrata sul continente africano, sui suoi colori, sulle decorazioni e sulla natura.

Leggi tutto l’articolo »


Scritto il 10 marzo 2010 da Giovanni Cervi - Nessun commento »

home - top