
Intervista di Giovanni Cervi, foto di Piotr Niepsuj
Mi sono sempre chiesto cosa muova le persone che stanno nel mondo dell’arte. Gli artisti è facile, si sa, è il sacro fuoco che li divora. Ma tutti quelli che ci stanno intorno? Galleristi, curatori, critici, agitatori… cosa li spinge? Fart prosegue con la sua indagine intervistando Kathy Grayson, a Roma per New York Minute, una mostra sulla scena artistica della grande mela, supportata da adidas.
Come sei arrivata nel mondo dell’arte?
Era il 2001 quando visto un disegno di Chris Johanson che ritraeva un tipo triste in completo da business con la scritta “how did i become a fucked up dog person” (www.artnet.com/Magazine/people/santoro/santoro7-10-4.asp), cambiai il mio corso di laurea e feci uno stage al Whitney Museum. In quel periodo non ero in sintonia con la mia vita così ne cambiai il percorso. Dopo la laurea al Dartmouth cominciai a lavorare alla Deitch Gallery perché rappresentavano Chris Johanson e io volevo conoscerlo!
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