L’occhio umano non è mai stato così sollecitato come in quest’epoca. È una frase che sentiamo in Onde, l’opera prima di Francesco Fei, regista famoso per i suoi videoclip. È singolare che dal cinema, che è l’immagine per eccellenza, arrivi questo messaggio di contro-immagine. E, ancor più paradossalmente, che questo messaggio sia espresso con delle immagini dall’impatto indelebile.
Onde è un film che ha a che fare con la percezione interiore, privata, che ognuno ha delle immagini: il rapporto con il proprio aspetto, la visione che l’altro ha di noi, la scelta/bisogno di non apparire, di non essere visti. Perché ci si sente inadeguati. O semplicemente perché la vista è un senso, e ce ne sono altri cinque. Un bisogno in controtendenza con un mondo in cui ognuno vuole apparire, e l’equazione apparenza = essenza è ormai accettata. Continua a leggere »