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Yellow Swans – Going Places

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Dopo anni di tour incessanti e decine di cassette, Cd-r e vinili distribuiti ai loro concerti, nel 2008 Pete Swanson e Gabriel Mindel decidono di fermarsi per sempre. I fan del leggendario duo noise dell’Oregon sono a lutto, ma ricevono in eredità quest’ultimo album in studio. Un lavoro che non rinuncia agli elementi rumoristici viscerali, ai droni, ma che gode di maggior respiro ed è quindi più ambientale e introspettivo rispetto alle schizofrenie del passato. Sostenuti a sorpresa da lente pulsazioni ritmiche, gli strati di suoni si sovrappongono e si diramano in più dimensioni, finché è catarsi. (Type)

http://www.myspace.com/yellowswans

Scritto il 18 marzo 2010 da Gaetano Scippa - Nessun commento »

Bands Around: Rune Lindbæk

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Pink is Punk @ Magazzini Generali – Milano. Nome? Rune Lindbæk Età? 39, sono nato in un villaggio di pescatori al confine norvegese con la Russia, ma sono cresciuto a Tromsø Da dove vieni? Vivo ad Oslo/Tromsø/Berlin Cos’hai nelle tasche? Una fascetta per capelli stile Björn Borg, corone norvegesi, euro, le chiavi per mio studio ad Oslo, scalda-collo lavorato a maglia da mia madre. Qual è il tuo vizio segreto? Nessuno. Un vizio in pubblico = l’erba di alta qualità. Qual è l’artista-la band più sorprendente d’oggi? Sostengo da una vita Sir Brian Eno. Di chi sei la reincarnazione? Un persona molto, ma molto buona. Che poster avevi nella tua camera quando eri un teenager? Non avevo poster, solo 7″ Ci dici il nome di un artista o di una canzone italiana? Chaplin Band – Il Veliero

Scritto il 17 marzo 2010 da Piotr Niepsuj - Nessun commento »

Ceephax Acid Crew – United Acid Emirates

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Passa alla cronache più come fratello di Tom Jenkinson che come artista da una propria personalità. In realtà Andy ha una predilezione per la musica a 8 bit da implementare con gli effetti acidi della sua 303, di cui però non abusa. Anzi, qui il valore aggiunto si trova nell’eterogeneità della proposta, variazione multicolore di electro, italo (Cedric’s sonnet), reminiscenze rave anni ‘90 (Life Funk), sfilettate uptempo tra Afx, Zomby e lo stesso Squarepusher (Castilian). Non mancano interludi sintetici d’atmosfera, ma il mood è solare e festaiolo. Enjoy! (Planet Mu)

http://www.myspace.com/ceephax

Scritto il 17 marzo 2010 da Gaetano Scippa - Nessun commento »

Two Door Cinema Club – Tourist History

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Se ascoltando i Two Door Cinema Club non vi viene voglia di tornare adolescenti e formare una band che conquisterà il mondo probabilmente siete diventati dei trentenni cinici e disillusi. Tourist History è l’esordio fulminante di questo giovane terzetto di Bangor, Irlanda del Nord. Un concentrato di brani killer e melodie da capogiro, veloci ed immediate. Prodotti in modo superbo da Philip Zdar i TDCC non inventano nulla di nuovo ma riescono comunque ad entusiasmare. Ricordando Phoenix e Bloc Party, Vampire Weekend e Mystery Jets, Jack Penate e Passion Pit. Sensazionali.(Kitsuné)

http://www.myspace.com/twodoorcinemaclub

Scritto il 17 marzo 2010 da Marco Lombardo - Nessun commento »

Shout Out Louds – Work

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Nuovo disco per il quintetto di Stoccolma, il terzo, questa volta in compagnia di Philip Ek, produttore di Fleet Foxes e The Shins. Work, l’album della maturità, ci presenta Adam Olenius e i suoi compagni alle prese con l’età adulta. Rimangono inconfondibili le melodie nasali alla Robert Smith, accompagnate però da un impianto sonoro ripulito di ogni urgenza e turbolenza espressiva. Le dieci canzoni in questione scorrono omogenee ed eleganti, incastrate tra raffinati arrangiamenti di fiati e controllate accelerazioni ritmiche. Una nuova veste dai toni dimessi che non manca di affascinare. (Merge)

http://www.myspace.com/shoutoutlouds

Scritto il 15 marzo 2010 da Marco Lombardo - Nessun commento »

Marina & the Diamonds – The Family Jewels 

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Essere discretamente gnocca e avere una carrier(in)a da cantautrice paga parecchio in Inghilterra, di questi tempi. Il trio dell’apocalisse – Florence & The Machine, La Roux e Little Boots – diventa un quartetto con Marina & The Diamonds. Due rosse, una bionda e una bruna che però (almeno secondo me) le frega tutte: The Family Jewels è un disco stupendo, che non cade mai. L’esordio naviga nei mari della produzione perfetta e della confezione certificata – “popqualcosa” – ma la voce di Marina, vera Siouxsie pop, si sposa con pezzi che, per irriverenza e fascino, ricordano i migliori Blur. Spettacolo.(679/Warner Music)

http://www.myspace.com/marinaandthediamonds

Scritto il 14 marzo 2010 da Marina Pierri - Nessun commento »

Strange Boys – Be Brave

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Con una flemma che neanche Pete Doherty con il suo lamentoso miagolare e un’ etichetta come la Rough Trade, verrebbe immediatamente da pensare alla nuova sensazione indie made in England. Gli Strange Boys invece arrivano da Austin, Texas, e di nuovo hanno ben poco. Persino parlare di revival rende poco l’idea di un gruppo che suona più sixties dei sixties, barcamenandosi tra R&B primordiale, rustiche ballate per chitarre arrugginite condite da armoniche di dylaniana memoria e slanci di garage rock sbilenco a la Black Lips. (Rough Trade)

http://www.myspace.com/thestrangeboys

Scritto il 13 marzo 2010 da Depolique - Nessun commento »

Two Door Cinema Club

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Intervista di Marco Lombardo. Foto di Piotr Niepsuj.

Segnalati dall’autorevolissima BBC Radio come uno dei gruppi da tenere d’occhio nel 2010 i Two Door Cinema Club stanno per pubblicare un delizioso album d’esordio, “Tourist History”. Sono sponsorizzati dalla Kitsuné e adorati dal popolo di internet. Li abbiamo incontrati allo Spazio 211 di Torino lo scorso febbraio, prima di un concerto fulminante, davvero sorprendente. Che siano destinati a diventare le nuove star dell’indie-rock britannico?

Chi sono i Two Door Cinema Club?
Alex Trimble, voce, chitarra e sintetizzatori, Kevin Baird, basso e cori, Sam Halliday, chitarra e cori.

Scritto il 12 marzo 2010 da Marco Lombardo - Nessun commento »

Rob Swift – The Architect

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Di lui si è accorto anche Mike Patton, che dopo averci collaborato benedice l’opera prima di Rob Swift sulla sua etichetta. Il dj del Queens, acrobata dei piatti, si è aperto alla musica europea fino a integrarla nelle produzioni con X-Men e X-Ecutioners. La curiosità nei confronti del jazz e della classica lo ha portato a riscrivere le pagine del turntablism. “Interactive symphonic music”, recita The Architect. E proprio come un architetto dei piatti, Swift incastra ad arte e con estrema originalità loop drammatici di Bach e Mozart, scratch e beat strumentali hip hop. Magia. (Ipecac)

http://www.myspace.com/djrobswift

Scritto il 12 marzo 2010 da Gaetano Scippa - Nessun commento »

Yeasayer in Italia

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La band americana degli Yeasayer sarà in Italia a presentare il nuovo album Odd Blood per due date a cavallo del prossimo weekend.
Si comincia con Roma, sabato 13 marzo al Circolo Degli Artisti, e si finisce con il Tunnel di Milano, lunedì 15 marzo.
Per info: DNA Concerti
Nell’attesa qui sotto il video del nuovo singolo, ONE, uno dei pezzi forti del disco.

Yeasayer “ONE” By: Radical Friend from ODDBLOOD on Vimeo.

Scritto il 11 marzo 2010 da Depolique - 2 Commenti »

Scuba – Triangulation

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Da quando si è trasferito a Berlino, Paul Rose ha allargato gli assi della musica propria e di altri artisti (Distance, Joy Orbison) dal dubstep alla techno, alla house e ad altri territori elettronici. Come da numerologia, la triangolazione tra generi risulta perfetta ed è particolarmente piacevole in Three Sided Shape, così pure l’originalità percussiva di Minerals, l’aggressività electro di On Deck e l’urgenza espressiva di So You Think You’re Special. Triangulation è un disco che esplora nuovi ambiti dei bassi e può essere goduto in cuffia o in pista, senza un minuto di noia. (Hotflush)

http://www.myspace.com/paulhotflush

Scritto il 11 marzo 2010 da Gaetano Scippa - Nessun commento »

The Ruby Suns – Fight Softly

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Si riaffaccia sul mercato la variopinta creatura neozelandese di Ryan Mcphun. Lasciato da parte per il momento il folk psichedelico e ipertrofico venato di world music che ce li aveva fatti conoscere, Fight Softly mostra una band impegnata a sperimentare un territorio decisamente più beat-centrico. Il cuore dell’ispirazione rimangono Brian Wilson e i suoi ragazzi da spiaggia teletrasportati però in uno studio televisivo impazzito arredato con suppellettili proto-digitali. Al centro della scena un gruppo alieno impegnato ad interpretare canzoni popolari provenienti da un’altra galassia. Weird-pop. (Sub Pop)

http://www.myspace.com/therubysuns

Scritto il 9 marzo 2010 da Marco Lombardo - Nessun commento »

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Intervista di Marco Lombardo. Foto di Mathias Sterner

I jj incarnano alla perfezione il misterioso passaggio dall’adolescenza all’età adulta. Si muovono in quella terra di nessuno, tra malinconia e speranza, dove il tempo disegna le forme di ciò che saremo mentre stiamo facendo i conti con il passato. Hanno ventanni e vivono a Goteborg, Svezia. In pochi mesi sono passati dai loro letti stropicciati e carichi di umori giovanili alle pagine dei siti e delle riviste musicali più influenti. Sono bastati un singolo, “Nº 1”, e un album, “Nº 2”, di appena 27 minuti, per gridare al miracolo. Il 9 Marzo la Secretely Canadian pubblicherà l’attesissimo seguito, “Nº 3”. Allora la trasformazione di queste due giovani crisalidi sarà irreversibile. E numericamente sempre più quantificabile… Sfuggenti al punto di essere impalpabili, hanno scatenato nella blogosfera una curiosità quasi morbosa, riconducibile a una semplice, atavica, domanda: chi sono i jj? In esclusiva, forse per la prima volta in assoluto, Joakim e Elin, si sono messi a nudo. Siamo orgogliosi che lo abbiano fatto per PIG.
Non riesco a crederci. Dopo tanti mesi, e numerosi tentativi andati a vuoto, sono in procinto di svelare i misteri legati a una delle band più sfuggenti che mi sia mai capitato d’incontrare. I jj sono il gruppo che ho ascoltato e seguito di più da Marzo 2009 quando, sul sito della Sincerely Yours, incrociai il video di My swag, my life: il primo, sorprendente, vagito di una creatura inafferrabile e dolcissima. Colto da un’emozione tutta nuova e cibernetica sono andato in fibrillazione la notte in cui ho ricevuto una mail senza oggetto ma dall’inequivocabile mittente, i jj appunto. Ho capito subito: l’attesa era finita. Il momento delle risposte a tutte le mie domande finalmente arrivato. E’ stato come trovarsi di fronte all’ultima puntata di Lost, prima di chiunque altro. Senza il temuto amaro in bocca di un finale deludente…Mi auguro sia la stessa cosa anche per la serie di JJ Abrams.. (Ecco che ritornano quelle iniziali).

Domanda atavica e primordiale. Chi sono i jj?
Joakim ed Elin.

Siete un duo quindi, me lo confermi?
J: Sì. La maggior parte del tempo.

Scritto il 8 marzo 2010 da Marco Lombardo - 1 commento »

Serena Maneesh – No 2: Abyss In B Minor

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Secondo vero e proprio lp a ben 5 anni dall’esordio per i norvegesi Serena Maneesh, da tempo nella lunga lista dei nostri preferiti.
Accelerazioni kraut-soniche e rumorose sfuriate elettriche alternate ad improvvisi vuoti d’aria tribali mozzafiato e parentesi angeliche marchiate dalla voce spiritata della bionda Elvira, vicinissima alle atmosfere di casa 4AD (Lush, Cocteau Twins…) – guarda caso, la label britannica presso cui si sono accasati. Nonostante la costante impressione di vivere un deja-vu di Loveless-iana memoria, la band capitanata da Emil Nikolaisen si conferma il nome più credibile tra tutti quelli associati ai periodici revival shoegaze. (4AD)

http://www.myspace.com/serenamaneesh

Scritto il 6 marzo 2010 da Depolique - Nessun commento »

The Time And Space Machine – s/t

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Discografico e giornalista, poi musicista e produttore con una passione innata per la pischedelia Richard Norris firma alla tenera età di 45 anni il suo primo vero lp solista. Nato all’alba della Summer Of Love, affermatosi con i The Grid durante la seconda estate calda (quella segnata dall’avvento dell’acid house) e resuscitato – in coppia con Erol Alkan nel progetto Beyond The Wizard Sleeve – in contemporanea della terza (secondo la formula a lui cara 67-88-09), “Norra” racconta un viaggio lungo quattro decadi: dalla West Coast alle Baleari passando per il krautrock e l’acid house.(Tirk)

http://www.myspace.com/thetimeandspacemachine

Scritto il 4 marzo 2010 da Depolique - Nessun commento »

jj – Nº3

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Non è passato neanche un anno da quando i jj hanno incantato tutti con il loro album d’esordio Nº2. Uscito in sordina per l’etichetta dei The Tough Alliance, si è poi rivelato uno dei vertici musicali del 2009. Con Nº3 il giovanissimo duo di Goteborg torna sulle scene a tempo di record, alzando la posta in gioco: distribuzione internazionale grazie all’americana Secretely Canadian e tour negli States con gli xx.
Rimane immutata la straordinaria qualità della proposta: pop pastorale e balearico condito di ritmiche caraibiche e incursioni narcolettiche in territori R&B. Smells like teen spirit. (Secretely Canadian-Sincerely Yours)

http://www.secretlycanadian.com/artist.php?name=jj

Scritto il 3 marzo 2010 da Marco Lombardo - 1 commento »

Lightspeed Champion

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Intervista di Depolique. Foto di Piotr Niepsuj

C’è stato un tempo in cui ogni volta che andavo a Londra finivo per incontrare Dev; nei club, nei ristoranti, alla fermata del bus nel cuore della notte. Mi chiedevo se fossi io nel posto giusto o fosse lui ad essere ovunque. Poi non l’ho più visto, probabilmente perché si era trasferito a New York, e non mi sono più posto il problema. Soltanto ora, dopo averlo conosciuto, ho capito che si tratta di una delle persone più iperattive e prolifiche al mondo e che probabilmente possiede anche il dono dell’ubiquità. Ventiquattro anni appena e tantissime cose per la testa, buona parte delle quali messe in pratica – non solo musica ma anche fumetti, racconti, foto e chissà quant’altro – Dev nasce negli States ma viene adottato da Londra. Comincia a suonare giovanissimo: piano, violoncello, chitarra, basso, batteria e via; come per altri il primo amore è il punk ed è proprio con il punk che si fa notare. I suoi Test Icicles infatti arrivano, gettano scompiglio e scompaiono lasciando una bella traccia prima dell’arrivo del Nu Rave. Da quel momento in poi il nostro decide di correre da solo, imbraccia una chitarra e si rinomina Lightspeed Champion. Vola a Omaha negli States e registra a casa Bright Eyes Falling Off the Lavender Bridge il suo primo album, un’intima raccolta di canzonette in chiave acustica. A due anni e una miriade di progetti differenti di distanza Dev torna con Life Is Sweet! Nice To Meet You, nuova inversione di rotta, un disco maestoso, arrangiato e a tratti quasi eccessivo, ennesima prova di un talento fuori dal comune.

Ciao Dev come stai?
Sto bene, davvero bene.

Cosa hai combinato in questi due anni?
Tantissime cose, Vediamo di fare un po’ d’ordine. Ho ascoltato tanta musica, ho cominciato a scrivere canzoni per altri…

Scritto il 2 marzo 2010 da Depolique - Nessun commento »

Il Pan Del Diavolo – Sono All’Osso

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Sono in due ma picchiano come un esercito, come Leonida e i suoi alle Termopili: pronti a vendere cara la pelle. Pietro Alessandro Alosi e Gianluca Bartolo, menestrelli indemoniati non spartani ma siciliani, brandiscono un paio di chitarre e una gran cassa ma paiono armati fino ai denti, anzi alle gengive. Niente elettronica (grazie a Dio) ma tanta elettricità, un vero e proprio tsunami. Canzoni che ruggiscono, che pungono come calabroni ed entrano in circolo come il veleno. Al bando rime e smancerie, questi sono inni furiosi da cantare, recitare a squarciagola ed imparare a memoria.
Uno spottone per un paese che ultimamente non è più poi tanto “bel”, che risponde al pre war folk con la canzone della nostra, nuova, Grande Depressione.
Un lavoro fiero e vero, di quelli da esportazione, fatto come si deve, una volta tanto, registrato alle Officine Meccaniche, ben prodotto da Fabio Rizzo e mixato da JD Foster (già a fianco di Calexico, Ribot e Vinicio Capossela) e si sente. Facciamoci riconoscere. (La Tempesta)

http://www.myspace.com/pandeldiavolo

Scritto il 2 marzo 2010 da Depolique - Nessun commento »

Gonjasufi – A Sufi And A Killer

Gonjasufi
Sumach Ecks è un insegnante di yoga che vive di canto e misticismo nel deserto del Nevada. Scovato e prodotto a LA da Gaslamp Killer, Flying Lotus e Mainframe, Gonjasufi è appena arrivato in casa Warp e il suo primo album è già roba che scotta. Artefice irresponsabile di una musica vintage contemporanea che mischia rock psichedelico e hip hop occidentale con la poetica sufi, questo menestrello (in)canta in modo impressionante, al tempo stesso malinconico, sghembo e distorto, a colpire la sfera mentale ed emotiva più profonda dove persino un cinico perderebbe una lacrima o accennerebbe un sorriso amaro (She Gone, Holidays, Ageing). Le registrazioni, sporcate a dovere per il massimo rumore analogico, sembrano pescate da un banco di audiocassette in un mercatino asiatico. Sheep ci porta in viaggio nel candore hindu anni Sessanta, SuzieQ è la discesa agli inferi dei P.I.L., Kowboyz&Indians un western girato a Bollywood da M.I.A., Candylane un felice anfratto funky e I’ve Given il prossimo anthem pulp tarantiniano. Nello splendore delle sue volute imperfezioni, ASAAK è il primo album killer dell’anno. (Warp)

http://www.myspace.com/gonjasufi

Scritto il 2 marzo 2010 da Gaetano Scippa - Nessun commento »

Sonar 2010

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Con grande anticipo rispetto al solito è stato annunciato il programma dell’edizione 2010 del Sonar, festival che quest’anno si sdoppierà dividendosi tra il classico appuntamento di Barcellona e il nuovo evento galiziano di A Coruña nei giorni 17, 18 e 19 giugno. Noi di PIG saremo ancora una volta partner di questo grande evento.
Più avanti ne parleremo a lungo e nel dettaglio; ora i nomi degli ospiti principali: The Chemical Brothers, Air, LCD Soundsystem, Jónsi, Plastikman live, Dizzee Rascal, 2manydjs, Hot Chip, Fuck Buttons, Aeroplane, King Midas Sound, Matthew Herbert’s One Club, Flying Lotus, Uffie
Per tutto il resto fatevi un giro su Sonar.es

Scritto il 25 febbraio 2010 da Depolique - Nessun commento »

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