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PIG’s Best and Worst (2008)

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In attesa del nostro consueto Best and Worst 2009, in uscita sul prossimo numero di Dicembre/Gennaio, abbiamo pensato di pubblicare quelli dell’anno scorso. Musica, Moda e Cinema, curati dai nostri Depolique, Ilaria Norsa e Valentina Barzaghi. Quindi bando alle chiacchere ecco di seguito i links ai PIG’s Best and Worst del 2008:

Music

PIG’s Best Music of 2008: Albums
PIG’s Best Music of 2008: Songs
PIG’s Best Music of 2008: Remix
PIG’s Best Music of 2008: Boys & Girls

Fashion

PIG’s Best in Fashion 2008
PIG’s Worst in Fashion 2008

Cinema

PIG’s Best Movies of 2008
PIG’s Worst Movies of 2008
PIG’s Best & Worst Movies of 2008: Italy
PIG’s Best & Worst Movies of 2008: Documentari

Scritto il 12 novembre 2009 da PIG Mag - 1 commento »

PIG’s Best & Worst Movies of 2008: Italy

L’Italia quest’anno ci ha riservato molte sorprese, che a pensarci bene però sono anche delle piacevoli (o meno) conferme. Registi come Garrone e Sorrentino non hanno ancora fatto un passo falso nel loro percorso lavorativo, diventando oggi i porta bandiera di un cinema che per la prima volta scava veramente nel profondo del nostro paese: da una parte nella storia politica, dall’altra nelle nostre piaghe sociali. Nessun regista italiano negli ultimi anni aveva avuto questo coraggio, preferendo rimanere nel limbo acritico della cosiddetta “commedia all’italiana” (cosiddetta perché la vera “commedia all’italiana” è un’altra cosa, che me ne vogliano Monicelli e Risi). Incrociando le dita perché “Gomorra” riesca a vincere il meritato Oscar che gli spetta, cambiamo però pagina. Pupi Avati… Non c’è che dire… Avati o lo si ama o lo si odia e io mi schiero nel secondo gruppo (tranne forse per due pellicole, “Quando arrivano le ragazze?” e “La seconda notte di nozze”). Figuriamoci poi, se esce con un film come “Il papà di Giovanna”, summa generale di tutto il suo modo di fare e di pensare il cinema… insopportabile!

Best

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Il Divo
Di Paolo Sorrentino

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Gomorra
Di Matteo Garrone

Worst

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Il papà di Giovanna
Di Pupi Avati

Scritto il 1 dicembre 2008 da Valentina Barzaghi - Nessun commento »

PIG’s Worst Movies of 2008

I film che ho scelto come Worst per questo 2008 non si può certo dire che siano i peggiori in assoluto usciti nelle sale italiane. Ho optato per quelli che mi hanno deluso di più e la delusione può derivare da tanti motivi: un regista che ami che è impazzito, un film che proprio non ti aspettavi sarebbe stato reso così, una pellicola noiosa e molti altri ancora.

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Indiana Jones e il tempio del teschio di cristallo
Di Steven Spielberg. Forse la delusione più grande di quest’anno… Ero una fan e lo stavo aspettando da così tanto che un po’ ho pensato che il motivo per cui ci ero rimasta così male era che avevo troppe aspettative, ma poi mi sono detta che non era solo quello… Lo spirito del personaggio è rimasto intatto, ma Spielberg questa volta ha voluto proprio esagerare introducendo temi come la famiglia, un surplus di effetti speciali e… ancora gli alieni!!! Del genere “altre vite dello spazio” Spielberg si può dire sia stato un maestro, ma dopo La guerra dei mondi si sperava si fosse rassegnato… e invece sembra proprio di no! Un brutto modo per chiudere defintiivamente la storia di uno dei personaggi che ha fatto la storia del cinema.

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Miracolo a Sant’Anna
Di Spike Lee. Spike Lee non si è risparmiato per quello che prevedeva potesse essere il suo colossal arrivando a… annoiarci fino all’ultimo sbadiglio. Troppi personaggi, troppa storia (quella con la S maiuscola) solo accennata e mai approfondita, troppi luoghi comuni… Insomma troppo di tutto, ma ben fatto di niente. E poi, quel finale… Non ci sono parole, ma non perché sia rimasta senza fiato dalla meraviglia. Non ce ne sono punto.

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Speed Racer
Dei fratelli Wachowski. D’accordo che le vicende del cambiamento di sesso di Larry Wachowski hanno fatto il giro del pianeta, ma… c’era bisogno di tutto quel rosa per farlo dedurre a chi ancora non lo sapeva??? A parte gli scherzi, Speed Racer finisce nei “worst 2008” perché, sebbene il lavoro di computer grafica abbinato a live action sia davvero meritevole, li preferivo (come penso un po’ tutti visto il flop in sala) quando erano più dark, e meno da videogame.

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Shangay Baby
Berengar Pfahl. Il romanzo scandalo di Zhou Weihui, censurato in Cina, ha avuto una trasposizione cinematografica degna di quelle fatte per i romanzi di Moccia. La curiosa e innamorata Coco, che vive due relazioni parallelamente (una più platonica con l’impotente Tiantian e una solo sessuale con il prestante Mark) è stata trasformata in una sorta di oca odiosa e ninfomane. Si poteva scavare di più nel romanzo…

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E venne il giorno
Di M. Night Shyamalan. Ogni volta che esce un film di Shyamalan la critica si agita gridando al capolavoro. Io ogni volta rimango ad assistere incredula. E venne il giorno, a mio avviso, è e rimane solo una furba mossa del regista che dopo un film terribile come Lady in the water, ha deciso di riprendere le tematiche di un suo lavoro di successo come The Village (pericolo che viene da forze sconosciute/conosciute, stato di sospensione della vicenda narrata) solo perché la prima volta aveva funzionato (era piaciuto perfino a me!). Per chi di Shyamalan apprezza la filosofia, la crescita continua di suspance e la costruzione narrativa ne sarà entusiasta… in questo film esaspera il suo stile! Io ne sono uscita solo esasperata…

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Un giorno perfetto
Di Ferzan Ozpetek. C’eravamo tanto amati… Potrebbe essere il riassunto del film, ma anche l’epilogo della mia storia con Ferzan, che sembra non si sia più ripreso da Cuore Sacro (che noia) in poi (Saturno Contro è carino, ma poteva fare meglio senza troppe scopiazzature dal suo passato)… E’ come se Ozpetek avesse perso la sua verve narrativa, abbandonandosi a una regia troppo didascalica e prevedibile. Peccato…

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L’incredibile Hulk
Di Louis Leterrier. Dopo la noiosa versione di Ang Lee, riprendere Hulk voleva dire farlo risorgere o farlo definitivamente morire. Beh… Qui siamo nel secondo caso… Leterrier ci ha provato usando un cast stellare e cercando di costruire un Hulk più vicino alla serie televisiva che tanto abbiamo amato (quello con i pantaloncini blu che si incazzava se solo gli schiacciavi un piede). La storia, la resa filmica e il “pupazzone”, in verità, mi hanno fatto uscire dal cinema con un vago senso di collera per un fumetto troppo bistrattato dalla cinematografia.

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Dr. Plonk
Rolf De Heer. Questo film lo ammetto, finirà nei “worst” solo per un mio modo di pensare (giusto o meno che sia). La storia ambientata nel 1907 è quella di Plonk, scienziato pazzo che trova un modo per viaggiare nel tempo. Rolf De Heer racconta questa storia omaggiando il cinema delle origini, come se fosse un film muto. D’accordo la sperimentazione di generi, ma siamo nel 2008, e mi sia permesso il dubbio che una simile scelta può essere un diversivo per celare una storia stravista.

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Sogni e delitti
Di Woody Allen. Non avrei mai creduto di arrivare a mettere Woody Allen (uno dei miei registi preferiti di sempre) nella classifica dei “worst”, ma la delusione per questo suo film è tale che è stato uno dei primi a guadagnarsi un posto. Quello che doveva essere un thriller psicologico, è un affresco i cui personaggi rimangono solo sfumature monocromatiche. E anche in questo caso… il finale. Spero davvero per lui che sia stato il risultato di pressioni di produzione perché sembra davvero che abbia proposto la prima cosa che gli sia venuta in mente.

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Il passato è una terra straniera
Di Daniele Vicari. Da Elio Germano mi aspettavo forse una scelta più oculata… Capisco la voglia continua di mettersi alla prova come attore, affrontando un personaggio complesso come quello di Giorgio e un ruolo che richiede anche una scena di stupro. Ma se il tutto viene fatto in maniera approssimativa, tanto che lo spettatore disorientato non capisce se ci è o ci fa, o meglio se sia finito lì a caso o per un motivo (come tutto il resto dei personaggi), allora vuol dire che hai fatto un passo indietro. Per non parlare della trasposizione cinematografica dell’omonimo libro di Gianrico Carofiglio: se nei libri dello scrittore la città è un personaggio vero e proprio della storia, Vicari fa dire a uno dei suoi personaggi che è Bari… poteva essere qualsiasi altro posto.

Scritto il 1 dicembre 2008 da Valentina Barzaghi - Nessun commento »

PIG’s Worst in Fashion 2008

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Can’t stand
Aggy & Henry… non li reggo proprio. E’ più forte di me. Simpatici come due verruche. Il mondo sarebbe un posto migliore senza Henry Holland e i suoi disperati tentativi di essere figo.

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We had enough of
Models & Rockers. Bastaaaaaaaaaa! A maggior ragione se la modella in questione è la mefitica Agyness che si è buttata sul simpatico ma evidentemente “sprovveduto” e “incauto” Albert Hammond Jr. Certo, mi rendo conto che a un uomo possa anche andare peggio, ma Albert non si innervosisce ad andare in giro con una tale poser? Quella passa le giornate a farsi gli outfit e non le resta molto tempo per pensare.

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Fixed gear bicycle mania
Una psicosi collettiva. Una moda travestita da sport. Un esercito di mostri affolla le strade cittadine: si tratta di giovani amici e persone un tempo bipedi travolti da una tendenza made in Usa, quella delle bici ultra leggere e senza freni; per frenare infatti “basta” usare i pedali… col rischio di rompersi tutti i denti (se va bene). Bici preziosissime che vengono accudite come figli, riservando loro più attenzioni di quelle che spettano alle malcapitate (e ormai superstiti) fidanzate (tra una pedalata e l’altra, un raduno, una gara, un festival della bici e un’interessante seduta di dibattito sul trick più interessante, non si batte chiodo). Parlano solo di bici. Si muovono solo in bici. Escono solo con chi ha la bici. Vanno davanti a negozi, ristoranti, bar e locali ma non entrano, per non lasciare fuori la bici. Fanno a gara per chi ce l’ha più leggera, per chi ha iniziato prima, per chi c’è sempre andato. Li riconosci perché anche se li incontri straordinariamente senza bici – cosa che credo avvenga solo in occasioni come matrimoni e funerali (loro) – avranno comunque addosso catene, lucchetti o tracolle, lo sguardo smarrito e quell’aria preoccupata di un fumatore rimasto senza sigarette la domenica mattina.

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Un grosso punto di domanda
Agyness coi capelli neri per Armani. Sì, ancora lei. Il mio è un chiodo fisso, un accanimento recidivo e atavico scatenato dall’indignazione per tutta questa immotivata riverenza mediatica nei suoi confronti. Non riesco proprio a capacitarmi del fatto che sia stata eletta la meglio vestita del pianeta. Ma la domanda non è se ci piace più bionda (no, non ci piace lo stesso) o mora (figurati…); il quesito è: come diavolo le è venuto in mente?! Anzi mi correggo: la povera Aggy – e notate il mio tono sinceramente compassionevole – questa volta è la vittima dell’incoscienza di chi l’ha voluta così. D’altronde ognuno ha quel che si merita..

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Not sure
Uomini in abito senza calze. Thom Browne lo suggerisce, ma io francamente non sono molto convinta… e il mio amico Fezzo, vero esperto di stile, si dichiara “fieramente contrario”. Thom Browne è bravo, dica quel che vuole, poi da qui a seguirne alla lettera le indicazioni…

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Less attention please
Anne Hathaway. Io avrò il dente avvelenato, ma tutto sto rumore per nulla…mah. Direi ordinaria.

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Davvero originale!
Frankie Morello. Ormai degli affezionati nella nostra chart – e immagino ne andranno orgogliosi. Questa campagna mi ricorda qualcosa. O forse qualcuno… ma non riesco proprio a capire chi… sono mesi che mi scervello, non esco, non mangio, ho anche smesso di fumare nel frattempo (…) ma ancora non sono riuscita a capirlo: “Hellooo!?”. Se fossi Amy li querelerei. Ma Amy forse ha altro cui pensare, come il modo più lento e doloroso per uccidersi, per far venire un infarto al povero “poppa wino” o ingegnare altri curiosi marchingegni e sistemi per drogarsi in nuovi e meravigliosi modi, come lo zucchero filato alla cocaina o una vasca da bagno piena di MD.

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Mosci!

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La signorina Rottermaier
Ahhhhhhhhh! Sono sicura che anche voi la prima volta che, sfogliando la vostra rivista di moda preferita, vi siete imbattuti senza supporto psicologico o dei servizi sociali nella campagna invernale di Prada avete lanciato un grido di terrore che ha fatto sobbalzare il vostro gatto e accorrere il vostro vicino. Povera Linda Evangelista… Ma che è? La tiravano da dietro? La risucchiava un’enorme ventola nascosta? Mortificata dal castigatissimo look “alla Signorina Rottermaier”, con cuffietta nei capelli, trucco purpureo e gigantesca narice equina in primo piano, Linda non è certo molto sexy. Uno scheletro, ben vestito per carità, ma sempre uno scheletro. Miuccia cosa le hai fatto?! La poverina ha firmato tutta contenta per fare la campagna e poi le fate questo! Ci vogliono anni di analisi per riprendersi da un simile trauma.

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Figlie d’arte… mettile da parte
Elettra Rossellini Wiedemann. Protagonista della (brutta) pubblicità di Hogan (in cui compare su delle scale di cemento armato con quella faccia da pesce lesso, che niente ha preso dalla madre Isabella) e della raffinatissima campagna Yamamay, vera perla del 2008. A questo punto inizio a chiedermi: è una prerogativa delle pubblicità con protagonista Elettra quella di essere orrende? La colpa è sua o di chi la ingaggia?

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Ok, we got it. Next?!
Lohan-Ronson: sì ok sono lesbiche. O forse fanno finta. Ma questo non le rende più interessanti. In effetti non sono interessanti per niente e non lo sarebbero nemmeno se aderissero a una setta satanica o se si dichiarassero cannibali o se facessero un film porno con Michael Jackson. Chissenefrega di ste due e di vedere i cazzi loro a tutte le ore del giorno e della notte. Sono quasi più interessata alle avvincenti vicende di Albano Carrisi in quel di Cellino San Marco.

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Madre de dios
La parola “tronista” è ufficialmente entrata a far parte del dizionario della lingua italiana. Non c’è dunque da stupirsi se Marianne Puglia e Gerry indossano “Monella Vagabonda” e se Pamela Camassa e Costantino Vitagliano sono felici di essere “Rubacuori”. D’altronde Filippo Bisciglia non esce di casa senza la sua felpa “Jonk 46”. E i fratelli Angelucci approverebbero.

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Item
I Crocs! Ahhhhhhhhhh bleahhhhhhhh puhhhhhhh. Tiè. Solo al pensiero vengo colta brividi cui seguono conati di vomito una risata isterica accompagnata da convulsioni e un principio di crisi epilettica. Raccapriccianti. Abominevoli. Una cosa al di là del bene e del male. Fuori legge. Se sento un solo mentecatto giustificarsi per aver anche solo pensato di acquistarli affermando che sono comodi rischio di perdere la brocca. E credo che sarebbe una valida attenuante per giustificare un omicidio aggravato da crudeltà.

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Papillon
Noooo il papillon noooooooo!
Vade retro satana!

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Se ne sentiva proprio il bisogno…
Dopo il gande successo della sua amica Valeriona – aka Valeria Marini aka la pupa di Cecchi Gori aka la nostra sarda preferita – con la sua linea “Seduzioni Diamonds” (che l’annno scorso avevamo stroncato ma che quest’anno ci sentiamo di rivalutare rammaricandoci non poco per l’imperdonabile svista dovuta forse all’ebbrezza… Valeriona ti amiamo!) anche Simona Ventura – notoriamente donna di gran classe, raffinatezza e buon gusto – lancia FINALMENTE una linea tutta sua! “Star Chic”: una magnifica collezione di “tute stiletto” in ciniglia, da usare con tacchi a spillo, per quelle donne – sempre di gran classe – che vogliono stare comode sentendosi eleganti, molto eleganti, e all’altezza di ogni situazione (autogrilll, piadineria, sagra della porchetta, lungo mare di Riccione, Pineta di Milano Marittima, Hollywood di Milano…). Tra l’altro sono affascinata dalla scelta dei nomi che le nostre beniamine scelgono di attribuire alle loro creature imprenditoriali con un tocco di esterofilia che fa sempre molto international: nomi come “Shoe Bijou”, la nuova meravigliosa proposta di Alessia Fabiani, fanno sognare casalinghe e aspiranti troniste.

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Vive la France (e stacci pure!)
Che dire… non è mai stata simpatica a nessuno ma adesso ha davvero superato sé stessa. Da quando è diventata premiere dame “Carlà” ha improvvisamente cominciato a vestirsi come un’ultra sessantenne babbiona (anche Camilla Parker Bowles ha un look più sexy) e si ostina a indossare pietosi cappellini atteggiandosi alla Jackie’O (le piacerebbe…). La Giovanna d’Arco de’ noartri ha sposato un uomo politico di destra e pensa di poter continuare a far la radical chic dando pareri che non le sono richiesti. Ha dichiarato di essere felice di essere francese riuscendo così a indisporre pure Cossiga che le ha giustamente risposto – togliendoci le parole di bocca, anche se io sarei stata un po’ meno signora – che anche noi siamo contenti che non sia più italiana. Que volgarité. A Carlà, ma stattene pure in Francia!

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Che classe!
Monica Bellucci. Della serie: felici che anche tu te ne stia oltralpe, ma facci una cortesia: se non sai vestirti assumi qualcuno che lo faccia per te. Risparmiaci questo scempio!

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Stop Her!
Esci da questo corpo! Esci da questo corpo! Esci da questo corpo Rachel Zoe! Nana malefica…simpatica come un fist fucking

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Petizione
Aiutiamo Mischa Barton a fare pace con il cervello. O almeno aiutiamola a trovarsi un lavoro!

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Entrepreneur
Matteo Cambi. Poverino. Mi rendo conto, è come sparare sulla croce rossa. Ma questo è un avvertimento… Un orrido presagio mi tormenta. Temo che Cambi appartenga alla stessa razza di Corona e che come l’Araba Fenice risorga dalle sue ceneri più spavaldo di prima… In comunità fa lo spazzino ma minaccia di tornare con un nuovo ambizioso progetto.

Di tutto un po
Gli irriducibili. Non è che me li sia dimenticati, ma mi sembrava inutile dedicare loro troppe attenzioni col rischio di risultare ripetitiva (l’anno scorso li ho massacrati senza alcuna pietà. Più violenta di Apocalypto). Sto parlando delle tremende gemelle Olsen; di Beckham e del suo mostruuuuoso pacco; di sua moglie Victoria e della sua nuova inutile linea di abbigliamento; dell’insopportabile Katie Holmes; dell’esibizionismo di Marc (Jacobs) che quest’anno scorrazza in giro per la città in gonna; del pessimo John Richmond e dei suoi adepti (Anna Tatangelo tra i più pericolosi…). Purtroppo la lista sarebbe ancora lunga…

Scritto il 1 dicembre 2008 da Ilaria Norsa - Nessun commento »

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